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ⓘ Indennità di mobilità




                                     

ⓘ Indennità di mobilità

Con indennità di mobilità si indica in Italia una prestazione di disoccupazione che viene riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto il posto di lavoro, a seguito di licenziamento, e che risultino iscritti nelle liste di mobilità.

La legge n. 92/2012 ha previsto il graduale abbandono dellindennità di mobilità. Dal 1º gennaio 2017 essa è sostituita dalla NASpI.

                                     

1. Disciplina generale

La norma fondamentale di disciplina è la legge 23 luglio 1991 n. 223. Data la particolarità della prestazione, la legge menzionata prevede disposizioni particolari per ciò che concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi che i lavoratori debbono far valere per accedere a tale prestazione e una procedura particolare che lazienda deve eseguire prima di procedere ai licenziamenti di tutti o parte dei propri dipendenti.

Essa sancisce il diritto di prelazione della durata di 6 mesi allassunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che lazienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.

Per tutto ciò che non è disciplinato dalla legge numero 223/1991, larticolo 7, comma 12, rinvia alla normativa generale dellassicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.

È una prestazione che ha una durata più lunga delle altre prestazioni di disoccupazione, come per esempio la cassa integrazione, e che, prevedendo alcuni benefici particolari in favore delle aziende che intendano assumere dalle liste di mobilità i lavoratori iscritti, quali libertà di assunzione a tempo determinato, sgravi contributivi e finanziamenti alle imprese, facilita la ricollocazione dei lavoratori da unazienda a unaltra.

Contestualmente allinvio delle lettere di licenziamento, il datore di lavoro, deve comunicare ai sindacati e all Ufficio provinciale del lavoro e massima occupazione UPLMO, la lista con relativi dati anagrafici dei lavoratori licenziati e il resoconto dei criteri di scelta applicati per aver licenziato quel lavoratore piuttosto che laltro.

La mobilità è pari:

  • per i primi 12 mesi: 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria percepito o che sarebbe spettato nel periodo immediatamente precedente il licenziamento, nei limiti di un importo massimo mensile.
  • per i periodi successivi: 80% del predetto importo.

In ogni caso lindennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno, importo che dal 1º gennaio 2009, in relazione ai soli licenziamenti successivi al 31 dicembre 2008, è di € 886.31 lordi mensili netto € 834.55, elevato a € 1 065.26 lordi mensili netto € 1 003.05 per i lavoratori che possano far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1 917.48. Lindennità è pagata ogni mese dallINPS direttamente al lavoratore ed è sospesa quando linteressato è assunto con contratto a tempo determinato o a tempo parziale. Gli anni di mobilità sono considerati come coperti dalla contribuzione figurativa e vengono quindi considerati utili per laccesso alle prestazioni pensionistiche.

Il trattamento si interrompe quando linteressato:

  • raggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia, o diventa titolare di pensione di anzianità o anticipata, ovvero di pensione di inabilità o di assegno di invalidità senza aver optato per lindennità di mobilità.
  • viene assunto con contratto a tempo indeterminato;
  • viene cancellato dalle liste di mobilità;

Lindennità compete a tutti i dipendenti licenziati da imprese industriali che occupino più di quindici dipendenti, oppure da imprese commerciali che occupino più di cinquanta dipendenti.

                                     

2.1. Procedura di mobilità Attivazione della procedura

La legge n. 223/1991 ha introdotto, quindi, una nuova prestazione di disoccupazione, chiamata" indennità di mobilità”, prestazione che spetta soltanto ai lavoratori licenziati da aziende rientranti nel campo di applicazione della disciplina dellintervento straordinario di integrazione salariale e appartenenti a particolari settori dellattività produttiva. Lazienda che non è in grado di garantire loccupazione di tutti i lavoratori può iniziare la procedura di mobilità, stabilita dallarticolo 4 della legge n. 223/1991, individuando il numero delle eccedenze e dandone comunicazione alle rappresentanze sindacali, nonché alle rispettive associazioni di categorie e agli Uffici del lavoro, per un esame della situazione. Esaurita la procedura, lazienda può procedere al licenziamento dei lavoratori ritenuti eccedenti e gli Uffici del lavoro che procedono alliscrizione degli stessi nelle liste di mobilità.

                                     

2.2. Procedura di mobilità Assenza di attivazione della procedura

Larticolo 4, comma 1, della legge 19 luglio 1993 n. 236, che, fino al 31 dicembre 1994 data da ultimo prorogata al 31 dicembre 2002, nella lista di mobilità di cui allarticolo 6, comma 1, della legge n. 223/1991, possono essere iscritti i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, da imprese, comprese quelle artigiane, o da cooperative di produzione e lavoro, che occupino anche meno di 15 dipendenti. Tale iscrizione non dà titolo allindennità di mobilità di cui allarticolo 7 della legge n. 223/1991.

In caso di mancata attivazione della procedura di mobilità da parte di una delle aziende, rientranti nel campo di applicazione della disciplina dellintervento del trattamento straordinario di integrazione salariale, che facciano valere il requisito numerico stabilito per ogni settore, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha precisato, con circolare n. 186 del 10 novembre 2000 in base a quanto affermato su tale materia dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 6 del 18-21 gennaio 1999, che:



                                     

3. Aziende destinatarie della mobilità

Attualmente possono beneficiare di tale indennità i lavoratori licenziati da aziende dei seguenti settori:

  • Commercio: a seconda del numero di dipendenti
  • Industria: con più di 15 dipendenti nel semestre precedente lavvio della procedura di mobilità ;

- con più di 200 dipendenti nel semestre precedente lavvio della procedura di mobilità ; - con più di 50 dipendenti e fino a 200 nel semestre precedente lavvio della procedura di mobilità, lindennità è stata riconosciuta dal 1º gennaio 1993 al 31 dicembre 2002;

  • Aziende costituite per lespletamento di attività logistica, che occupino più di 200 dipendenti, o che occupino più di 50 dipendenti fino a 200, lindennità segue le disposizioni valide per il commercio circ. n. 71 del 28 marzo 2000, punto B;
  • Istituti di vigilanza, con più di 15 dipendenti, nel semestre precedente lavvio della procedura di mobilità, lindennità è stata riconosciuta dal 1º gennaio 1993 al 31 dicembre 2002;
  • Agenzie di viaggi e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti
  • Cooperative di lavoro che svolgano le attività comprese nei settori produttivi rientranti nel campo di applicazione della disciplina relativa allindennità di mobilità, soggette agli obblighi della correlativa contribuzione, ai sensi dellarticolo 24, comma 4, della legge 24 giugno 1997, n. 196 circ. n. 175 del 31 luglio 1997 e circ. n. 148 del 7 luglio 1998.
  • Aziende artigiane dellindotto: nel caso in cui anche lazienda" committente” sia stata costretta a fare ricorso alla mobilità;

Tali aziende, pertanto, hanno facoltà di avviare la procedura di mobilità, al termine della quale procedono al licenziamento dei lavoratori, entro cento venti giorni, salvo diversa indicazione contenuta nellaccordo sindacale, come stabilito dallarticolo 8, comma 4, della legge n. 236/1993.

                                     

4. Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dellindennità di mobilità i seguenti lavoratori:

  • operai, impiegati e quadri, collocati in mobilità dalle aziende di cui al punto 3; sono esclusi gli apprendisti, i dirigenti, i lavoratori occupati in attività stagionali, anche di fatto, o saltuarie, e quelli assunti con contratto di lavoro a tempo determinato;
  • lavoratori dipendenti da imprese cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici in quanto anche nei loro confronti si applicano, ai sensi dellarticolo 3 della legge 15 giugno 1984, n. 240, limitatamente alla cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria, le disposizioni del settore dellindustria;
  • lavoratori a domicilio: In proposito, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza n. 106/01 del 1º dicembre 200/12 marzo 2001, ha affermato che
  • soci lavoratori delle cooperative di lavoro, ai sensi dellarticolo 24, comma 4, della legge 24 giugno 1997, n.196, che svolgono le attività comprese nei settori produttivi rientranti nel campo di applicazione della disciplina relativa allindennità di mobilità stessa e soggette agli obblighi della correlativa contribuzione circ. n. 175 del 31 luglio 1997, e circ. n. 148 del 7 luglio 1998.

Ved anche circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 142 del 16 luglio 2001, punto 1.

                                     

5. Domanda e decadenza

Per il riconoscimento del diritto allindennità di mobilità è necessaria la presentazione, da parte degli interessati, di specifica istanza. Tale obbligo, che era stato sconfessato da una sentenza della Corte di Cassazione, è stato risolto dallintervento della Corte stessa che, a Sezioni Unite, ha confermato il principio dellobbligo di presentazione della domanda.

Ogni Sede dellINPS, anche territorialmente non competente, è tenuta a ricevere le singole domande in quanto in relazione alla data di presentazione delle stesse viene stabilita la decadenza e la decorrenza dellindennità.

                                     

5.1. Domanda e decadenza Presentazione della domanda

La legge n. 223/1991 non ha previsto alcuna disposizione per ciò che concerne la richiesta dellindennità di mobilità; pertanto, facendo ricorso, ai sensi dellarticolo 7, comma 12, della legge n. 223/1991, alla normativa generale e, precisamente, allarticolo 77 del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, che dispone che" per conseguire il diritto allindennità di disoccupazione il disoccupato deve farne domanda nei modi e nei termini stabiliti dal regolamento ”, il lavoratore che intenda beneficiare di tale prestazione deve presentare esplicita domanda, utilizzando il modello semplificato DS 21, che lemanazione della circolare INPS n. 115 del 31 dicembre 2008 ha sostituito i modelli DS22, DS22 mob e DSO.

La domanda può essere presentata presso i Centri per limpiego oppure presso le Sedi dellINPS, territorialmente competenti in relazione alla residenza o al domicilio del lavoratore, e deve essere corredata del modello DS 22, opportunamente predisposto in ogni sua parte, modello di licenziamento che deve rilasciare il datore di lavoro.

In caso di impossibilità o di ritardo nel rilascio del modello DS 21, le Sedi metteranno in atto dufficio le attività necessarie al rilascio dello stesso oppure, in caso di impossibilità di ottenere il modello in parola, provvederanno alla ricerca dei dati necessari per la definizione della domanda, utilizzando gli archivi dellINPS ovvero i documenti alternativi.

La domanda dovrà essere esaminata come richiesta di indennità di mobilità; nel caso in cui non ricorrano tutti i requisiti le condizioni per il riconoscimento del diritto a tale indennità, la domanda stessa potrà essere presa in esame per la concessione di altra prestazione di disoccupazione, informandone formalmente il lavoratore che dovrà essere messo in condizione di tutelare il suo diritto in sede amministrativa e in sede giudiziaria.



                                     

5.2. Domanda e decadenza Decadenza

La domanda deve essere presentata entro sessanta giorni dalla data di inizio della disoccupazione indennizzabile, così come stabilito dallarticolo 129 del R.D.L. n. 1827/1935.

Poiché larticolo 73, secondo comma, del R.D.L. n. 1827/1935 stabilisce che" lindennità di disoccupazione è corrisposta e quindi diventa indennizzabile a decorrere dallottavo giorno successivo a quello della cessazione del lavoro”, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 68º giorno dalla data del licenziamento.

Il terzo comma dellarticolo 73, sopracitato, aggiunge inoltre che" qualora allassicurato sia pagata unindennità per mancato preavviso, lindennità per disoccupazione è corrisposta dallottavo giorno successivo a quello della scadenza del periodo corrispondente alla indennità per mancato preavviso ragguagliato a giornate”. In tal caso la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 68º giorno dal termine del preavviso.

Il termine perentorio di 68 giorni per presentare la domanda può subire slittamenti in alcuni casi particolari; pertanto le domande non devono essere respinte per decadenza dal diritto per tardiva presentazione nei confronti dei circ. n. 53159 Obg. Del 23 settembre 1953:

  • lavoratori che cominciano a prestare servizio militare di leva entro gli otto giorni dalla data di licenziamento e presentano la domanda entro 60 giorni dal congedo; nel caso in cui il servizio militare comincia dopo gli otto giorni la domanda deve essere considerata nei termini se presentata entro il 68º giorno dalla data di licenziamento. Se i lavoratori allatto della chiamata al Servizio Militare stanno già percependo lindennità di mobilità, lindennità viene sospesa e gli interessati, al momento del congedo, possono essere ammessi a fruire della parte residua della prestazione di cui godevano prima del servizio circ. n. 448 Prs. n. 971 G.S. – n. 18045 o. del 30 ottobre 1975, punto XVII.
  • lavoratori licenziati durante un periodo di malattia o lavoratori che si ammalino entro gli otto giorni dalla data del licenziamento, con perdita della capacità lavorativa, e abbiano presentato la domanda entro 60 giorni dalla data di riacquisto della capacità lavorativa. Il certificato di malattia deve essere assoggettato a verifica presso il Reparto Sanitario della Sede;
  • lavoratori che abbiano intentato vertenze sindacali o giudiziarie, riguardanti il licenziamento, e che abbiano presentato la domanda durante il periodo della vertenza ovvero entro 60 giorni dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria. Se il disoccupato presenta la domanda nel corso della vertenza si deve procedere, in presenza dei requisiti di legge, alla liquidazione dellindennità di mobilità, adottando tutte le iniziative necessarie per il recupero della stessa, qualora diventi indebita a seguito della reintegrazione nel posto di lavoro circ. n. 521 R.C.V. del 19 marzo 1980 e circ. n. 495 A.G.O. del 27 marzo 1986;
  • lavoratori indennizzati per infortunio dallINAIL e collocati in mobilità durante tale periodo e che presentino la domanda entro 60 giorni dalla data di riacquisto della capacità lavorativa;

Se lultimo giorno utile per presentare la domanda il 68° è festivo, il termine è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo, ai sensi dellarticolo 2963 del codice civile.

Quale data utile per il calcolo dei termini di presentazione della domanda deve essere presa in considerazione:

  • quella apposta allo sportello dellINPS nellapposito spazio del modello DS 21;
  • quella apposta dal Funzionario del Centro per lImpiego, sempre nellapposito spazio del modello DS 21;
  • quella di spedizione della raccomandata, in caso di spedizione per posta;
  • quella di arrivo in sede, nel caso in cui la domanda sia spedita con lettera semplice.
                                     

6. Requisiti

Larticolo 16, comma 1, della legge n. 223/1991, ha stabilito che hanno diritto allindennità i lavoratori collocati in mobilità che possano far valere unanzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, con un rapporto di lavoro a carattere continuativo e comunque non a termine circ. n. 3 del 2 gennaio 1992.

                                     

6.1. Requisiti Lavoro effettivamente prestato

Rientrano nel calcolo del requisito in parola i periodi di lavoro effettivamente prestato, nonché i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni, come stabilito dal citato articolo 16.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 423 del 6 settembre 1995, ha dichiarato lillegittimità costituzionale del combinato disposto degli articolo 7 e 16 della legge n. 223/1991 in quanto non prevedono che i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice in gravidanza e puerperio siano computabili al fine del raggiungimento del requisito di sei mesi di lavoro effettivamente prestato. Pertanto tali periodi, rientranti nel rapporto di lavoro, devono essere computati nel calcolo del requisito del lavoro effettivo circ. n.255 del 14 dicembre 1996, punto 2.

                                     

6.2. Requisiti Anzianità aziendale

Lanzianità aziendale è pari alla durata del rapporto di lavoro dalla data di assunzione a quella di licenziamento, intercorso con lazienda che abbia attuato la procedura di mobilità.

Possono essere presi in esame anche più rapporti di lavoro nei seguenti casi:

  • fusione di due o più società: larticolo 2501 del codice civile stabilisce che" la fusione di più società può eseguirsi mediante la costituzione di una società nuova, o mediante lincorporazione in una società di una o più altre” e il successivo articolo 2504, ultimo comma, aggiunge che" la società incorporante o quella che risulta dalla fusione assume i diritti e gli obblighi delle società estinte”; anche in tal caso lanzianità aziendale dovrà essere cercata nellarco temporale lavorativo prestato presso entrambe le società;
  • apprendistato: anche il periodo di apprendistato può essere utilmente considerato ai fini della ricerca del requisito dellanzianità aziendale. La prestazione di lavoro quale apprendista, una volta trasformatasi in rapporto di lavoro ordinario, è cumulabile con questultimo ed è utile per la ricerca del requisito dellanzianità aziendale;
  • successione di appalti: nel caso in cui i lavoratori continuano a prestare la stessa attività per il medesimo appaltante e transitano da unazienda allaltra senza soluzione di continuità nei cambi di gestione per successione di appalti, lanzianità aziendale può essere ricercata cumulando i periodi prestati alle dipendenze delle diverse imprese appaltatrici. circ. n. 148 del 7 luglio 1998, punto 3.
  • trasferimento di azienda: larticolo 2112 del codice civile, sostituito dallarticolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 18, ha stabilito che" in caso di trasferimento dazienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano”; in tal caso il requisito dellanzianità aziendale deve essere cercato nellintero arco temporale lavorativo prestato dagli interessati presso le due aziende circ. n. 142 del 16 luglio 2001. Nel caso in cui lattività lavorativa sia stata svolta presso aziende iscritte in settori produttivi diversi, al fine di stabilire se i lavoratori possano aver titolo allindennità di mobilità, occorre far riferimento al momento in cui inizia la procedura di mobilità. Ciò in quanto il settore di appartenenza dellazienda è richiesto non già come elemento della prestazione lavorativa, nel senso che la stessa debba essere necessariamente resa in quel determinato settore per tutto il periodo, ma come situazione giuridica del datore di lavoro al fine di determinare la normativa applicabile in caso di licenziamento. Pertanto, per la ricerca dei requisiti richiesti dallarticolo 16, comma 1, della legge n. 223/1991, è sufficiente che i lavoratori siano collocati in mobilità da parte di unazienda, rientrante nel campo di applicazione della disciplina dellintervento straordinario di integrazione salariale, iscritta in uno dei settori destinatari della mobilità;
  • reintegrazione nel posto di lavoro: in tal caso lanzianità aziendale è quella totale;
  • contratto a tempo determinato trasformato in contratto a tempo indeterminato: la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, con continuazione delle prestazioni del lavoratore, comporta che il contratto si considera a tempo indeterminato fin dalla data della prima assunzione del lavoratore;

Inoltre, il distacco sindacale ai sensi dellarticolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300, durante il rapporto di lavoro o fino alla data del licenziamento, deve essere considerato utile ai fini della ricerca del requisito dellanzianità aziendale e periodo neutro per la ricerca del requisito dei sei mesi di lavoro effettivamente prestato.



                                     

7. Decorrenza

Lindennità di mobilità è corrisposta dallottavo giorno successivo alla data del licenziamento, ai sensi dellarticolo 73, comma 2, del R.D.L. n. 1827/1935, nel caso in cui la domanda sia presentata entro sette giorni dallinizio della disoccupazione; nel caso in cui la domanda sia presentata oltre i sette giorni, lindennità deve essere corrisposta a decorrere dal quinto giorno dopo quella della presentazione stessa, ai sensi dellarticolo 77, comma 2, del R.D.L. n. 1827/1935. Qualora allassicurato sia pagata lindennità per mancato preavviso, lindennità di mobilità è concessa dallottavo giorno successivo a quello della scadenza del periodo corrispondente allindennità per mancato preavviso ragguagliato a giornate, ai sensi dellarticolo 73, comma 2, del R.D.L. n. 1827/1935. Ove la domanda sia presentata oltre i sette giorni successivi alla disoccupazione iniziata dopo la scadenza dellindennità di preavviso, lindennità di mobilità decorre dal quinto giorno dopo quella di presentazione.

                                     

8.1. Durata Mobilità ordinaria

La durata dellindennità di mobilità è determinata in base alletà fatta valere dai lavoratori allatto del licenziamento e allubicazione dellunità produttiva di appartenenza, e, secondo quanto stabilito dallarticolo 7, comma 1, della legge n. 223/1991, spetta per un periodo di 12 mesi, elevato a 24 mesi per coloro che hanno da 40 a 50 anni, e a 36 mesi per coloro che hanno più di 50 anni.

Lindennità spetta, ai sensi di quanto disposto dal successivo comma 2 dellarticolo 7, per 24 mesi, per 36 mesi e per 48 mesi, in relazione alletà dei lavoratori che siano licenziati da aziende ubicate nelle aree del mezzogiorno dItalia, di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.

Larticolo 7, comma 3, della legge n. 223/1991 dispone che lindennità di mobilità non può essere corrisposta successivamente alla data di compimento delletà pensionabile ovvero, se a questa data non è maturato il diritto alla pensione di vecchiaia fino alla data di maturazione di tale diritto. Il comma 4 dellarticolo 7, citato, dispone inoltre che" lindennità di mobilità non può comunque essere corrisposta per un periodo superiore allanzianità maturata dal lavoratore alle dipendenze dellimpresa che abbia attivato la procedura di cui allarticolo 4”.

                                     

8.2. Durata Mobilità lunga

Lindennità di mobilità, nei casi espressamente previsti dallarticolo 7, commi 6 e 7, della legge n. 223/1991, e successive modificazioni e integrazioni, può avere una durata superiore a quella stabilita dai commi 1 e 2 dello stesso articolo, in quanto la stessa deve accompagnare il lavoratore fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento.

Anche per la mobilità lunga resta fermo il principio stabilito dallarticolo 7, comma 3, della legge n. 223/1991, in base al quale lindennità di mobilità non può essere corrisposta successivamente alla data di compimento delletà pensionabile, età che per tutti i tipi di mobilità lunga resta fissa a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.

                                     

8.3. Durata Articolo 7, commi 6 e 7, della legge n. 223/1991

Tale norma - che prevede la mobilità lunga per il pensionamento di vecchiaia comma 6, in favore dei lavoratori che, alla data del licenziamento abbiano compiuto unetà inferiore di non più di cinque anni rispetto a quella prevista dalla legge per il pensionamento di vecchiaia 50 anni per le donne e 55 per gli uomini e possano far valere nellassicurazione generale obbligatoria per linvalidità, la vecchiaia ed i superstiti, unanzianità contributiva non inferiore a quella minima prevista per il predetto pensionamento; e per il pensionamento di anzianità comma 7, in favore di coloro che, sempre alla data del licenziamento, abbiano compiuto unetà inferiore di non più di dieci anni rispetto a quella prevista dalla legge per il pensionamento di vecchiaia 45 per le donne e 50 per gli uomini e possano far valere, nellassicurazione generale obbligatoria per linvalidità, la vecchiaia ed i superstiti, unanzianità contributiva non inferiore a ventotto anni - si applica in favore dei lavoratori che facciano valere le seguenti condizioni:

  • collocamento in mobilità nel periodo 1.8.1991/31.12.1994 da parte di aziende operanti nelle aree del Mezzogiorno, di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, nonché in quelle in cui sia stata accertata la sussistenza di un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale;
  • collocamento in mobilità nel periodo 11.3.1993/31.12.1994 da aziende appartenenti ai settori della chimica, della siderurgia, dellindustria della difesa e dellindustria miniero-metallurgica non ferrosa, nonché da aziende operanti nelle aree di declino industriale;
  • collocamento in mobilità nel periodo 20.1.1994/31.12.1994 da imprese appartenenti ai settori dellindustria tessile, dellabbigliamento e delle calzature.

Larticolo 7, comma 7, dispone inoltre che in favore dei lavoratori della GEPI e dellINSAR, lindennità di mobilità può essere prolungata fino alla data di maturazione del diritto alla pensione di anzianità in presenza di particolari requisiti di età e di contribuzione; in tal caso si prescinde dal requisito dellanzianità contributiva e lindennità di mobilità può essere corrisposta per un periodo massimo di dieci anni messaggio n. 108 del 3 agosto 1996. Per i lavoratori rientranti nel campo di applicazione della legge 3 gennaio 1960, n. 5, licenziati da aziende esercenti miniere, cave e torbiere, si fa presente che il requisito minimo per laccesso ai benefici della mobilità lunga per pensione di anzianità, di cui allarticolo 7, comma 7, è di 23 anni, anziché di 28, e che lindennità di mobilità, spettante fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento di anzianità, terminerà alla fine del mese di conseguimento del requisito di 30 anni di contribuzione, sempre che gli stessi siano stati addetti per almeno 15 anni a lavori in sotterraneo circ. n. 16 del 23 gennaio 1997, punto 3; circ. n. 185 dell11 agosto 1998; circ. n. 168 del 12 agosto 1999.

                                     

8.4. Durata Articolo 4, commi 26 e 27, della legge 28 novembre 1996, n. 608

Tale norma ha disposto la possibilità di collocare in mobilità lunga per pensionamento di vecchiaia e di anzianità, nel periodo 1º gennaio 1995/30 giugno 1997, un numero massimo di 10.000 unità da parte di aziende che attuino programmi di ristrutturazione, riorganizzazione, conversione ovvero risanamento aziendale, nonché piani di gestione delle eccedenze che presentano rilevanti conseguenze sul piano occupazionale circ. n. 231 del 12 agosto 1995; circ. n. 96 del 4 maggio 1996; circ. n. 16 del 23 gennaio 1997, punto 3.

Le aziende hanno individuato e trasmesso tramite il Ministero del lavoro i nominativi dei lavoratori destinatari della mobilità lunga in parola, nominativi che sono stati già portati a conoscenza delle Sedi dalla Direzione Generale dellINPS.

Per tali lavoratori gli oneri conseguenti al permanere in mobilità oltre i limiti previsti dallarticolo 7, commi 1, 2 e 4, della legge n. 223/1991 mobilità ordinaria, sono posti a carico dellazienda, compreso quello relativo alla contribuzione figurativa.

In favore dei lavoratori collocati in mobilità lunga per pensionamento di anzianità, ai sensi dellarticolo 7, comma 7, della legge n. 223/1991, trovano applicazione le disposizioni e la disciplina sulla pensione di anzianità in vigore alla data del 1º settembre 1992.

                                     

8.5. Durata Articolo 3 della legge 18 luglio 1997, n. 229

Tale norma ha esteso il beneficio della mobilità lunga per pensionamento di anzianità, di cui allarticolo 7, comma 7, della legge n. 223/1991, e non di quella per pensione di vecchiaia, in favore di 3.500 lavoratori collocati in mobilità, entro la data del 31.12.1998, da aziende aventi unità produttive in tutto il territorio nazionale e, entro la data del 31.12.1999, da aziende interessate ai contratti darea, di cui allarticolo 2, comma 203, lett. F), della legge 23 dicembre 1990, n. 662 circ. n. 185 dell11 agosto 1998.

Possono beneficiare soltanto della mobilità lunga per pensione di anzianità, e non anche di quella per pensione di vecchiaia, i lavoratori che allatto del licenziamento abbiano unetà non inferiore a 45 se donne ed a 50 se uomini e che facciano valere una contribuzione utile ai fini della pensione di anzianità non inferiore a 28 anni nellassicurazione generale obbligatoria per linvalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Gli interessati potranno essere collocati in pensione, ai sensi dellarticolo 5 della legge n. 229/1997, al raggiungimento dei requisiti individuali per il pensionamento di anzianità previsti dalla disciplina vigente al 21 maggio 1997, data di entrata in vigore del decreto legge n. 129/1997. Gli oneri conseguenti al permanere in mobilità dei lavoratori in parola oltre i limiti previsti dallarticolo 7, commi 1, 2 e 4, della legge n. 223/1991 mobilità ordinaria, sono posti a carico delle imprese, ivi compreso lonere relativo alla contribuzione figurativa circ. n. 185 dell11 agosto 1998, punto 3.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito che, ai fini dellaccesso alla mobilità lunga di cui allarticolo 3 della legge n. 229/1997, la ricerca dei requisiti stabiliti dallarticolo 16, comma 1, della legge n. 223/1991, deve essere effettuata considerando utili tutti i differenti periodi di lavoro precedentemente prestati dal lavoratore presso società del medesimo gruppo aziendale.

Tale criterio non può trovare applicazione per ciò che concerne la durata dellindennità di mobilità ordinaria, in quanto la stessa, ai sensi dellarticolo 7, comma 4, della legge n. 223/1991, non può superare lanzianità aziendale maturata alle dipendenze dellazienda che ha effettuato la procedura di mobilità di cui allarticolo 4 della stessa legge. Di conseguenza, lazienda che attua la procedura di mobilità dovrà accollarsi gli oneri relativi alla permanenza in mobilità dei singoli lavoratori, ivi compresi quelli relativi alla contribuzione figurativa, per i periodi che eccedono la mobilità ordinaria messaggio n. 32182 del 27 maggio 1999.

                                     

8.6. Durata Articolo 1-septies della legge 5 giugno 1998, n. 176

Tale norma, le successive integrazioni, hanno esteso il beneficio della mobilità lunga per pensione di anzianità in favore di 7.000 lavoratori, di cui 200 del settore delledilizia, licenziati entro la data del 31.12.2002 circ. n. 168 del 12 agosto 1999.

Possono beneficiare soltanto della mobilità lunga per pensione di anzianità, e non anche di quella per pensione di vecchiaia, i lavoratori che allatto del licenziamento abbiano unetà non inferiore a 45 se donne ed a 50 se uomini e che facciano valere una contribuzione utile ai fini della pensione di anzianità non inferiore a 28 anni nellassicurazione generale obbligatoria per linvalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Gli interessati potranno essere collocati in pensionamento al raggiungimento dei requisiti di accesso e di decorrenza del trattamento pensionistico di anzianità previsti dalla legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Gli oneri conseguenti al permanere in mobilità dei lavoratori in parola oltre i limiti previsti dallarticolo 7, commi 1, 2 e 4, della legge n. 223/1991, sono posti a carico delle aziende, ivi compreso lonere relativo alla contribuzione figurativa circ. n. 185 dell11 agosto 1998, punto 3.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha stabilito che, anche ai fini dellaccesso alla mobilità lunga di cui allarticolo 1-septies della legge n. 176/1998, la ricerca dei requisiti stabiliti dallarticolo 16, comma 1, della legge n. 223/1991, deve essere effettuata considerando utili tutti i differenti periodi di lavoro precedentemente prestati dal lavoratore presso società del medesimo Gruppo aziendale.

Tale criterio non può trovare applicazione per ciò che concerne la durata dellindennità di mobilità ordinaria, in quanto la stessa, ai sensi dellarticolo 7, comma 4, della legge n. 223/1991, non potrà superare lanzianità aziendale maturata alle dipendenze dellazienda che ha effettuato la procedura di mobilità di cui allarticolo 4 della stessa legge. Di conseguenza, lazienda che attua la procedura di mobilità dovrà accollarsi gli oneri relativi alla permanenza in mobilità dei singoli lavoratori, ivi compresi quelli relativi alla contribuzione figurativa, per i periodi che eccedono la mobilità ordinaria circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 170 del 18 novembre 2002.

                                     

8.7. Durata Mobilità prorogata

Varie disposizioni di legge nonché decreti interministeriali e ministeriali prevedono la possibilità di prorogare il pagamento dellindennità di mobilità oltre la durata ordinaria, stabilita ai sensi dellarticolo 7, commi 1 e 2, della legge n. 223/1991. Tali disposizioni oltre ad individuare i settori produttivi delle aziende dalle quali i lavoratori risultano licenziati, indicano anche il numero dei possibili beneficiari e la spesa complessiva massima che lINPS può sostenere. Si riportano di seguito le proroghe disposte per lanno 2002 circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. n. 149 del 6 settembre 2002.

                                     

8.8. Durata Settore petrolifero e petrolchimico

Larticolo1, comma 1, del decreto legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, ha disposto la proroga dellindennità di mobilità in favore di 630 lavoratori, licenziati da aziende, già operanti nelle aree nelle quali siano stati attivati strumenti della programmazione negoziata, appaltatrici di lavori presso unità produttive di imprese del settore petrolifero e petrolchimico presso gli stabilimenti di Gela, Milazzo e Priolo, per 36 mesi e, comunque, non oltre il termine di conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, in riferimento ai quali sono confermati i requisiti previsti dalla disciplina in vigore alla data di entrata in vigore del presente decreto circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 149 del 6 settembre 2002, punto 1-A.

Il successivo comma 3, dellarticolo 1, dispone che le aziende devono versare, allatto della procedura, una somma aggiuntiva pari a sei mensilità di indennità di mobilità spettante ai singoli lavoratori, con laggiunta della contribuzione figurativa relativa a sei mesi di indennità determinata, applicando laliquota del 32.70 per cento, sulla base della retribuzione cui è riferita lindennità stessa. La durata dellindennità di mobilità è prorogata" non oltre il conseguimento del trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, in riferimento ai quali sono confermati per tali lavoratori i requisiti previsti dalla disciplina vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 149 del 6 settembre 2002, punto1-C.2.

                                     

8.9. Durata Settore tessile

Larticolo 1, comma 2, del decreto legge n. 108/2002, dispone la proroga dellindennità di mobilità in favore di 120 lavoratori, dipendenti da aziende del settore tessile, operanti nei territori di cui allObiettivo 1 del Regolamento CE, per 48 mesi e, comunque, non oltre il termine di conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, in riferimento ai quali sono confermati i requisiti previsti dalla disciplina in vigore alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il successivo comma 3, dellarticolo 1, dispone che le aziende devono versare, allatto della procedura, una somma aggiuntiva pari a sei mensilità di indennità di mobilità spettante ai singoli lavoratori, con laggiunta della contribuzione figurativa relativa a sei mesi di indennità determinata, applicando laliquota del 32.70 per cento, sulla base della retribuzione cui è riferita lindennità stessa. La durata dellindennità di mobilità è prorogata" non oltre il conseguimento del trattamento pensionistico di anzianità o di vecchiaia, in riferimento ai quali sono confermati per tali lavoratori i requisiti previsti dalla disciplina vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 149 del 6 settembre 2002, punto1-C.2.

                                     

8.10. Durata Settore sanità privata

Larticolo 1, comma 5, del decreto legge n. 108/2002, dispone il diritto ad un trattamento pari allottanta per cento dellindennità di mobilità, per la durata di ventiquattro mesi, in favore di 1800 lavoratori, operanti nel settore della sanità privata, al termine del trattamento straordinario di integrazione salariale disposto con decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. Destinatari del trattamento sono i lavoratori dipendenti dalla società Case di cura riunite di Bari; per i periodi di fruizione del trattamento deve essere accreditata la contribuzione figurativa e, ove spettante, deve essere concesso anche lassegno per il nucleo familiare circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 149 del 6 settembre 2002, punto1-C.

                                     

8.11. Durata Centrali elettriche del SULCIS

Con decreto interministeriale n. 31034 del 10 maggio 2002, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, ha disposto la proroga dei trattamenti di mobilità e di disoccupazione speciale in favore di 190 lavoratori licenziati da aziende appaltatrici e subappaltatrici impegnate nella costruzione delle centrali elettriche del SULCIS, fino al 31 dicembre 2002.

                                     

8.12. Durata Società Nuova Cartiera di ARBATAX, ARBATAX 2000 e Calzaturificio ICS

Con decreto interministeriale n. 31058 del 24 maggio 2002, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, ha disposto la proroga dellindennità di mobilità in favore di 133 lavoratori licenziati dalle società Nuova Cartiera di ARBATAX, ARBATAX 2000 e Calzaturificio ICS, fino al 31 dicembre 2002.

                                     

8.13. Durata Consorzi agrari

Con decreto n. 31009 del 7 maggio 2002, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha disposto la proroga dellindennità di mobilità in favore dei lavoratori, già dipendenti dei Consorzi Agrari alla data del 1º gennaio 1997, che siano stati successivamente collocati in mobilità e che abbiano beneficiato dellindennità per il periodo massimo spettante ai sensi dellarticolo 7, commi 1 e 2, della legge n. 223/1991, fino al 31 dicembre 2001.

                                     

8.14. Durata Mobilità cristallizzata

Larticolo 59, comma 7, lettera c), della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dallarticolo 1-ter della legge n. 176/1998, e dallarticolo 45, comma 22, della legge n. 144/1999, dispone che nei confronti dei lavoratori collocati in mobilità con accordi collettivi stipulati entro il 3 novembre 1997, ivi compresi i lavoratori dipendenti da imprese che abbiano presentato domanda ai sensi dellarticolo 3 della legge n. 229/1997 per il numero dei lavoratori da collocare in mobilità e per i quali laccordo collettivo di individuazione delle eccedenze intervenga entro il 31 marzo 1998, trovano applicazione i requisiti di accesso alla pensione di anzianità di cui alla tabella B allegata alla legge 8 agosto 1995, n. 335 circ. n. 168 del 12 agosto 1999, punto 4. Gli elenchi dei nominativi dei lavoratori destinatari di tale norma sono messi a disposizione delle Sedi dalla Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito.

                                     

9. Misura e importo

La misura dellindennità di mobilità deve essere determinata, ai sensi dellarticolo 7, comma 2, della legge n. 223/1991, con riferimento al trattamento straordinario di integrazione salariale percepito dal lavoratore, ovvero che sarebbe spettato allo stesso, nel periodo di paga settimanale immediatamente precedente la risoluzione del rapporto di lavoro. Con circolare n. 148 del 13 maggio 1994, è stato precisato che per la determinazione del trattamento straordinario di integrazione salariale sono da prendere in considerazione tutti gli elementi retributivi assoggettati a contribuzione, corrisposti con carattere di continuità e non collegati alla effettiva presenza al lavoro, con esclusione, quindi, delle somme pagate a titolo di straordinario, di indennità di turno, di incentivi relativi al lavoro svolto, ecc. Alla retribuzione così determinata deve essere aggiunta la quota di tredicesima e, ove prevista dal contratto collettivo, la quota di quattordicesima. Lindennità, per i primi dodici mesi, è pari al cento per cento del trattamento straordinario di integrazione salariale, trattamento che non può superare i massimali stabiliti anno per anno, e allottanta per cento dal tredicesimo mese in poi; limporto spettante per i primi dodici mesi è assoggettato alla trattenuta introdotta dallarticolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che per lanno 2002 è pari al 5, 54 per cento. Gli importi massimi mensili dellindennità di mobilità, secondo quanto stabilito dalla legge 13 agosto 1980, n. 427, come modificata dallarticolo 1, comma 5, della legge 19 luglio 1994, n. 451, nonché la retribuzione di riferimento, oltre la quale è possibile attribuire il secondo dei suddetti massimali, sono incrementati, con effetto dal 1º gennaio di ciascun anno, nella misura dellottanta per cento dellaumento derivante dalla variazione annuale dellindice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Tali importi, per lanno 2002, al netto della riduzione di cui alla legge n. 41/1986, sono pari a euro 733.12 e, nel caso in cui la retribuzione di riferimento sia superiore a euro 1.679.07, a euro 881.14 circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 23 del 31 gennaio 2002. Larticolo 7, comma 3, della legge n. 223/1991, ha stabilito che" lindennità di mobilità è adeguata, con effetto dal 1º gennaio di ciascun anno, in misura pari allaumento dellindennità di contingenza dei lavoratori dipendenti”.

Sulla base di tale normativa, però, gli importi dellindennità di mobilità non possono variare nellarco temporale di fruizione della stessa in quanto il meccanismo di adeguamento non è più operante a seguito dellintervenuta abolizione dellindennità di contingenza. Tale questione non è stata risolta neppure dallarticolo 1, comma 5, della legge n. 451/1994, norma che ha stabilito la rivalutazione degli importi massimi del trattamento straordinario di integrazione salariale nella misura dellottanta per cento dellaumento dellindice ISTAT derivante dai prezzi al consumo in quanto tale norma trova applicazione soltanto nei confronti dei lavoratori licenziati nel corso dellanno di riferimento e serve a determinare limporto massimo dellindennità di mobilità spettante agli stessi. Al riguardo si fa presente che la Corte Costituzionale, che doveva valutare una possibile illegittimità della disposizione in parola, proprio per la parte in cui non prevede lapplicabilità del meccanismo di rivalutazione anche allindennità di mobilità, con sentenza n. 335 del 12 – 24 luglio 2000, ha dichiarato" non fondata la questione di illegittimità costituzionale”. Pertanto ladeguamento dellindennità di mobilità potrà essere effettuato di anno in anno soltanto nel caso in cui venga emanata specifica disposizione legislativa.

                                     

10. Anticipazione

Larticolo 7, comma 5, della legge n. 223/1991, ha disposto che i lavoratori in mobilità che ne facciano richiesta per intraprendere unattività autonoma o per associarsi in cooperativa possono ottenere la corresponsione anticipata dellindennità nella misura stabilita dai commi 1 e 2, con la detrazione del numero delle mensilità già godute circ. n. 124 del 31 maggio 1993. Le modalità per la corresponsione dellindennità di mobilità anticipata sono state stabilite con decreto interministeriale n. 142 del 17 febbraio 1993. Per la richiesta dellindennità di mobilità in forma anticipata il lavoratore deve presentare apposita domanda alle Sedi dellINPS, tramite i Centri per limpiego, domanda che deve essere corredata della documentazione necessaria per attestare lattività lavorativa autonoma, intrapresa o che si intende intraprendere, ovvero la costituzione di una cooperativa o lassociazione ad una cooperativa già costituita. I Centri per limpiego dovranno accertare e attestare lavvenuta iscrizione dei richiedenti nelle liste di mobilità e lidoneità della documentazione prodotta, esprimendo specifico parere sulla regolarità della documentazione. Lanticipazione spetta sia ai lavoratori che intraprendono unattività autonoma per la quale è richiesta liscrizione alla Camera di commercio o agli elenchi dei Coltivatori diretti, e ai loro coadiuvanti, sia a coloro che sono iscritti in appositi albi professionali. Lanticipazione spetta anche ai soci accomandatari in quanto larticolo 3213 del codice civile dispone che" nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali” e il successivo articolo 2318 aggiunge" i soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo. Lamministrazione della società può essere conferita soltanto ai soci accomandatari”. Lanticipazione può essere riconosciuta inoltre anche agli amministratori di società di cui sono soci di capitale. Qualora per lattività autonoma intrapresa non è prevista liscrizione in appositi Albi professionali e/o elenchi di categoria, possono ottenere lanticipazione anche i lavoratori che documentino di aver assunto le iniziative necessarie per lavvio di unattività con caratteristiche di continuità circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 70 del 30 marzo 1996. Lanticipazione deve essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori che intendano svolgere unattività autonoma allestero in uno degli Stati convenzionati, sempre che gli stessi facciano valere i requisiti le condizioni stabilite dallarticolo 7, comma 5.

I lavoratori che, nei ventiquattro mesi successivi alla data di erogazione dellanticipazione, si rioccupino in qualità di lavoratori dipendenti nel settore privato o in quello pubblico devono restituire la somma percepita a tale titolo circ. n. 124 del 31 maggio 1993.

Poiché il decreto interministeriale n. 142/1993 non ha previsto alcun termine per la presentazione delle domande di anticipazione, il Comitato Amministratore della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali ha deciso che devono essere considerate validamente presentate le domande pervenute entro il termine di 60 giorni dalla data di inizio dellattività autonoma o dellassociazione in cooperativa, applicando così allanticipazione il termine stabilito dallarticolo 129 del R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, per la presentazione delle domande di disoccupazione circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 174 del 28 novembre 2002.

Lanticipazione spetta anche ai lavoratori che, alla data in cui sono collocati in mobilità, svolgono già unattività autonoma. Infatti la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza 21 febbraio/15 maggio 2001, n. 6679, ha stabilito che il termine" intraprendere” contenuto nellarticolo 7, comma 5, citato, deve essere inteso non solo nel senso letterale di" iniziare” una nuova attività ma anche nel senso di applicarsi con maggiori energie e per un maggiore tempo che per il passato in tale attività.

Pertanto, lanticipazione dellindennità deve essere riconosciuta sia in favore dei lavoratori che, successivamente al collocamento in mobilità, vogliano iniziare per la prima volta unattività di lavoro autonomo sia in favore di coloro che intendano sviluppare a tempo pieno lattività autonoma iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente circ. n. 174 del 28 novembre 2002. Il diritto allanticipazione dellindennità di mobilità deve essere riconosciuta anche in favore degli imprenditori, ciò in quanto la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza n. 9007, pubblicata il 20 giugno 2002, ha fornito uninterpretazione della nozione di" attività autonoma” - nozione contenuta nellarticolo 7, comma 5, della legge n. 223/1991 - più ampia di quella che qualifica il" lavoro autonomo”, comprendendovi anche le ipotesi in cui il lavoratore collocato in mobilità dia inizio ad unattività imprenditoriale senza concorrervi con lavoro prevalentemente proprio circ. n. 174 del 28 novembre 2002.

Per il periodo in relazione al quale viene concesso il trattamento anticipato non spettano le prestazioni accessorie e cioè lassegno per il nucleo familiare e la contribuzione figurativa.

                                     

11. Assegno integrativo

Larticolo 9, comma 5, della legge n. 223/1991, ha stabilito che i lavoratori che, nel corso di percezione dellindennità di mobilità, accettino lofferta di un lavoro comportante linquadramento in un livello retributivo inferiore a quello corrispondente alle mansioni di provenienza, hanno diritto, per un periodo massimo di dodici mesi, alla corresponsione di un assegno integrativo mensile di importo pari alla differenza tra i corrispondenti livelli retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Poiché tale norma si riferisce al lavoro offerto ai sensi del comma 1, lettera b), dellarticolo 9, lerogazione dellassegno integrativo potrà avvenire soltanto nel caso di instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato circ. n. 105 del 5 maggio 1997.

                                     

12.1. Sospensione dellindennità Rioccupazione a tempo determinato o parziale

Lindennità di mobilità è sospesa, ai sensi dellarticolo 8, commi 6 e 7, della legge n. 223/1991, nel caso in cui i lavoratori, nel corso della percezione dellindennità di mobilità, accettino lofferta di un lavoro dipendente a tempo determinato o parziale a tempo determinato o indeterminato, mantenendo liscrizione nelle liste.

Se i lavoratori si dimettono in caso di rioccupazione a tempo determinato o parziale, mantengono liscrizione nelle liste di mobilità e possono beneficiare della relativa indennità per tutta la parte residua che era rimasta sospesa allatto della rioccupazione circ. n. 255 del 16 dicembre 1996, punto 4. Analoga sospensione è prevista per il periodo di prova relativo a rapporti di lavoro a tempo pieno e indeterminato qualora i lavoratori non superino il periodo di prova stesso, in tal caso gli interessati vengono riscritti al massimo per tre volte nelle liste di mobilità e mantengono il diritto alla parte residua di indennità circ. n. 3 del 2 gennaio 1992.

Tutte le giornate di lavoro prestato devono essere considerate parentesi neutra ai fini della durata complessiva dellindennità, nei limiti della durata massima della stessa. Pertanto i lavoratori che abbiano diritto a 12, 24, 36 o 48 mesi di indennità di mobilità, e che svolgano attività a tempo determinata o parziale non superiore a 12, 24, 36 o 48 mesi, hanno diritto a percepire lindennità per lintera durata. I lavoratori che si rioccupino devono darne comunicazione alla competente Sede dellINPS entro 5 giorni dallavvenuta rioccupazione, ai sensi dellarticolo 4, comma 38, della legge n. 608/1996 circ. n. 16 del 23 gennaio 1997, punto 4, in caso contrario vengono cancellati dalle liste di mobilità e perdono il diritto alla residua indennità.

                                     

12.2. Sospensione dellindennità Rioccupazione a tempo indeterminato per un periodo limitato

I lavoratori assunti nel corso della percezione dellindennità di mobilità, qualora vengano licenziati dallazienda senza aver maturato i requisiti di cui allarticolo 16, comma 1, della legge n. 223/1991 unanzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui sei mesi di lavoro effettivamente prestato o assimilato a tale, sono reiscritti nelle liste di mobilità ed hanno diritto ad usufruire della relativa indennità per un periodo corrispondente alla parte residua non goduta, decurtata del periodo di attività lavorativa prestata.

                                     

12.3. Sospensione dellindennità Infortunio sul lavoro indennizzato dallINAIL

Nel caso di infortunio indennizzato dallINAIL, per il riconoscimento del diritto alle prestazioni di disoccupazione, occorre far riferimento allarticolo 17 del R.D.L. 7 dicembre 1924, n. 2270, che stabilisce che" la disoccupazione derivante da infermità o invalidità temporanea non conferisce diritto al sussidio finché dura lincapacità lavorativa dellassicurato” e, allarticolo 44, comma 4, dello stesso decreto, che dispone che" in tal caso il sussidio di disoccupazione decorrerà dal giorno di riacquisto della capacità lavorativa dellassicurato”. Sulla base di tale disposizioni, nel caso in cui il periodo di infortunio coincide con quello di mobilità, il pagamento della relativa indennità dovrà essere sospeso per tutto il periodo in cui viene indennizzato linfortunio da parte dellINAIL e ripreso, per la parte residua, alla data di riacquisto della capacità lavorativa.

                                     

13. Cessazione dellindennità

Lindennità di mobilità cessa quando i lavoratori abbiano beneficiato della prestazione per la durata massima, stabilita ai sensi dellarticolo 7 della legge n. 223/1991. Inoltre i lavoratori sono cancellati dalle liste di mobilità e perdono il diritto alla relativa indennità, ai sensi dellarticolo 9, commi 1 e 6, della legge n. 223/1991, quando:

  • abbiano comunicato dopo 5 giorni alla competente Sede dellINPS di svolgere lavoro subordinato a tempo parziale o determinato circ. n. 16 del 23 gennaio 1997, punto 4;
  • non accettino unofferta di lavoro che sia professionalmente equivalente ovvero, in mancanza di questo, che presenti omogeneità anche intercategoriale e che, avendo riguardo ai contratti collettivi nazionali di lavoro, sia inquadrato in un livello retributivo non inferiore del dieci per cento rispetto a quello delle mansioni di provenienza;
  • svolgano attività autonoma o attività di collaborazione coordinata e continuativa di cui allarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ciò in quanto sia il lavoro autonomo che quello parasubordinato, al di fuori dei due casi specifici disciplinati rispettivamente dallarticolo 7, comma 5 anticipazione della mobilità e dallarticolo 9, comma 9 mobilità lunga per pensione di vecchiaia, della legge n. 223/1991, sono incompatibili con lindennità di mobilità;
  • siano stati assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato.
  • rifiutino di essere avviati ad un corso di formazione professionale autorizzato dalla Regione oppure non lo frequentino regolarmente;
  • siano espatriati in cerca di occupazione. Al riguardo, premesso che il disoccupato decade dal diritto alle prestazioni di disoccupazione quando risulti espatriato per motivi di lavoro, si fa presente che con circolare n.3 del 2 gennaio 1992, punto C-2, è stato precisato che è consentito estendere allindennità di mobilità il principio del mantenimento del diritto e, quindi, del pagamento della prestazione per un periodo massimo di tre mesi nellipotesi che gli interessati si rechino in Stati convenzionati;
  • non accettino, in mancanza di un lavoro avente le caratteristiche di cui al punto precedente, di essere impiegati in opere o servizi di pubblica utilità ai sensi dellarticolo 6, comma 4, della legge n. 223/1991;
                                     

14.1. Incompatibilità – Opzione – Incumulabilità – Cumulabilità Incompatibilità

Larticolo 5 della legge n. 236/1993, stabilisce che a decorrere dal 15 dicembre 1992" i trattamenti ordinari e speciali di disoccupazione e lindennità di mobilità sono incompatibili con i trattamenti pensionistici diretti a carico dellassicurazione generale obbligatoria per linvalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, degli ordinamenti sostitutivi, esonerativi ed esclusivi dellassicurazione medesima, nonché delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e con i trattamenti di pensionamento anticipato” circ. n. 9 del 12 gennaio 1993, parte II. I lavoratori, pertanto, che abbiano titolo ad uno qualsiasi dei trattamenti pensionistici indicati, perdono il diritto allindennità di mobilità nonché alle relative prestazioni accessorie e cioè allassegno per il nucleo familiare e alla contribuzione figurativa.

                                     

14.2. Incompatibilità – Opzione – Incumulabilità – Cumulabilità Opzione

Larticolo 2, comma 5, della legge n. 451/1991, ha modificato il criterio dellincompatibilità tra lindennità di mobilità e i trattamenti pensionistici diretti, stabilendo che" allatto delliscrizione nelle liste di mobilità, i lavoratori che fruiscono dellassegno o della pensione di invalidità devono optare tra tali trattamenti e quello di mobilità”. Nel caso di opzione lassegno o la pensione di invalidità resta sospeso per tutto il periodo in cui gli interessati beneficiano dellindennità di mobilità e, in caso di corresponsione anticipata dellindennità stessa, ai sensi dellarticolo 7, comma 5, della legge n. 223/1991, per il periodo corrispondente allammontare dellanticipazione corrisposta agli interessati circ. n. 178 del 9 giugno 1994, punto A - 5. Nel caso in cui i lavoratori diventino titolari di assegno di invalidità successivamente alla data di iscrizione nelle liste di mobilità, gli stessi possono esercitare la facoltà di opzione a favore dellindennità entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato il provvedimento di accoglimento della domanda di assegno di invalidità. Naturalmente se i lavoratori non esercitino tale opzione o lopzione stessa venga effettuata in ritardo, lindennità di mobilità corrisposta diventa indebita e deve essere recuperata. I lavoratori che abbiano esercitato la facoltà di opzione per lindennità di mobilità, possono rinunciare allindennità in qualsiasi momento, ripristinando il pagamento dellassegno di invalidità. La rinuncia, che ha valore dalla data in cui viene effettuata, è definitiva e il lavoratore non può più essere ammesso a percepire la parte residua di mobilità.

                                     

14.3. Incompatibilità – Opzione – Incumulabilità – Cumulabilità Mobilità lunga per pensione di vecchiaia

Larticolo 9, comma 9, della legge n. 223/1991, stabilisce che i lavoratori destinatari della mobilità lunga per pensione di vecchiaia di cui allarticolo 7, comma 6, della stessa legge, qualora svolgano attività di lavoro subordinato od autonomo possono cumulare lindennità di mobilità in misura sufficiente a garantire la percezione di un reddito complessivo pari alla retribuzione spettante allatto del licenziamento. Listanza con la quale linteressato dichiara di volersi avvalere del cumulo previsto dalla disposizione di legge in parola deve essere presentata alla Sede che eroga il trattamento di mobilità e deve essere corredata della necessaria documentazione. Gli interessati hanno la facoltà di richiedere laccredito della contribuzione figurativa prevista per lindennità di mobilità in luogo della contribuzione effettiva relativa alla nuova attività lavorativa circ. n. 229 del 21 novembre 1996.

                                     

14.4. Incompatibilità – Opzione – Incumulabilità – Cumulabilità Cariche pubbliche elettive o sindacali

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha disposto che in favore dei lavoratori che rivestono cariche pubbliche elettive o sindacali deve essere riconosciuta la possibilità di cumulare lindennità di mobilità con lindennità e/o i gettoni percepiti per lespletamento degli incarichi in questione nei limiti stabiliti dallarticolo 9, comma 9, della legge n. 223/1991, e cioè" nei limiti necessari per garantire la percezione di un reddito complessivo pari alla retribuzione percepita al momento del collocamento in mobilità”.

Resta, comunque, fermo il diritto allaccredito della contribuzione figurativa conseguente allindennità messaggio n. 16920 del 28 gennaio 1999.

                                     

14.5. Incompatibilità – Opzione – Incumulabilità – Cumulabilità Cumulabilità - Formazione

Larticolo 9, comma 1, della legge n. 223/1991, dispone che" il lavoratore è cancellato dalla lista di mobilità e decade. dalle indennità” di mobilità, quando rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione autorizzato dalla Regione o se non lo frequenti regolarmente. Sulla base di quanto disposto da tale articolo, pertanto, durante la partecipazione ad un corso di formazione gli interessati hanno diritto a percepire lindennità di mobilità, a meno che non siano cancellati dalla lista.

                                     

15.1. Prestazioni accessorie Contribuzione figurativa

Larticolo 7, comma 9, della legge n. 223/1991, stabilisce che i periodi di fruizione dellindennità di mobilità sono riconosciuti dufficio utili ai fini del conseguimento del diritto ai trattamenti pensionistici, compreso quello di anzianità e ai fini della misura degli stessi circ. n. 3 del 2 gennaio 1992, punto A-7. Per la determinazione della misura dei contributi figurativi si deve far riferimento alla retribuzione comprensiva dei soli elementi integrabili della retribuzione e cioè degli elementi retributivi assoggettati a contribuzione corrisposti con carattere di continuità e non collegati alla effettiva presenza al lavoro, cioè alla retribuzione presa a base per il calcolo dellindennità di mobilità. La retribuzione figurativa così determinata resta invariata per lintero periodo di mobilità; tale retribuzione deve essere rivalutata in sede di calcolo della pensione; per la copertura figurativa della settimana di carenza si rinvia alle istruzioni contenute nel messaggio n. 244 del 26 settembre 2001 e del messaggio n. 38 del 21.6.2002.

                                     

15.2. Prestazioni accessorie Assegno per il nucleo familiare

Larticolo 7, comma 10, della legge n. 223/1991, stabilisce che per i periodi di percezione dellindennità di mobilità spetta lassegno per il nucleo familiare. I lavoratori che ritengano di avere i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni, debbono presentare specifica domanda alla Sede dellINPS competente a definire la domanda di mobilità; tale domanda può essere presentata contestualmente alla presentazione del MOD. DS 21 o anche successivamente.

                                     

16. Pagamento

Lindennità di mobilità viene erogata direttamente dallINPS con periodicità mensile tramite assegno bancario ovvero con accredito su conto corrente bancario o postale.

Presso alcune Sedi dellINPS si sta sperimentando la nuova procedura di pagamento delle prestazioni di disoccupazione e dellindennità di mobilità, da estendere quanto prima a tutte le Sedi dellINPS, per il tramite della Banca dItalia, oltre che con bonifico, da accreditare sul conto corrente bancario o postale, anche presso gli sportelli di tutti gli Uffici postali.

                                     
  • ravvisino gli estremi di un reato o si tratti di diritti non disponibili ad es. sull indennità di maternità, qualora si tratti di lavoro di minori o extracomunitari
  • Rapporto di lavoro Contratto di lavoro Diritti legali delle donne nella storia Ferie Retribuzione Maternità diritto del lavoro Indennità di maternità
  • finanziata con 678 milioni di euro e 677 milioni per la contribuzione figurativa. Relativamente alle indennità per la mobilità erogate, sono stati effettuati
  • caso di cessazione dei rapporti di lavoro per licenziamento senza sua colpa, ad una indennità proporzionata agli anni di servizio. Tale indennità è dovuta
  • variabile di risultato e leve organizzative che la rendono la prima responsabile di profitti e perdite aziendali. Inoltre, la retribuzione e l indennità di licenziamento
  • cassa di categoria con prestazioni diverse per esempio, i professionisti non possono avere l indennità di malattia e con carichi diversi di contributi
  • l assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori cd. mobilità verso il basso a meno che non si sia in presenza di esigenze straordinarie sopravvenute e temporanee
  • datore di lavoro Per ricevere un premio dell assicurazione o una indennità di malattia era necessario che il lavoratore chiedesse alcuni giorni di sospensione
  • su italia.gov.it. DFP - Portale Mobilità del Ministero della funzione pubblica della Repubblica Italiana, su mobilita gov.it. URL consultato il 27 marzo
  • anni un periodi di inserimento con l obbligo di formazione, il licenziamento con preavviso di 1 mese e tutela reale con un indennità pari a 2 settimane

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