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ⓘ Sorvegliare e punire




Sorvegliare e punire
                                     

ⓘ Sorvegliare e punire

Sorvegliare e punire. Nascita della prigione è un saggio dello storico e filosofo francese Michel Foucault.

Traccia una disamina dei meccanismi teorici e sociali sottesi ai massicci cambiamenti verificatisi nei sistemi penali della civiltà occidentale in età moderna. Si concentra principalmente su documenti storici francesi, tuttavia gli argomenti sviscerati lo rendono di assoluto rilievo per tutte le società occidentali. È considerato unopera che ha segnato - ispirandoli - molti successivi lavori di teorici e perfino di artisti.

Foucault mette in crisi il concetto, comunemente accettato, che il carcere sia diventato una forma rilevante di punizione in conseguenza delle istanze umanitarie propugnate dai riformisti, benché, del resto, non giunga neppure a sostenere espressamente lavviso opposto. La via per cui raggiunge questo effetto consiste nel tracciare meticolosamente i cambiamenti culturali che hanno condotto alla dominanza della prigione, concentrando la propria attenzione sul corpo e sulle domande di potere. La prigione è una forma usata dalle "discipline", un nuovo potere tecnologico, che può ritrovarsi, secondo lautore, anche nelle scuole, negli ospedali, nelle caserme, e così via. Le principali idee di Sorvegliare e punire possono essere raggruppate nelle quattro parti di cui si compone il lavoro: supplizio, punizione, disciplina e prigione.

                                     

1. Capitolo per capitolo

Parte prima Supplizio

I. Il corpo del condannato II. Lo splendore dei supplizi

Parte seconda Punizione

I. La punizione generalizzata II. La dolcezza delle pene

Parte terza Disciplina

I. I corpi docili Larte delle ripartizioni Il controllo dellattività Lorganizzazione delle genesi La composizione delle forze II. I mezzi del buon addestramento La sorveglianza gerarchica La sanzione normalizzatrice Lesame III. Il panoptismo

Parte quarta Prigione

I. Istituzioni complete e austere II. Illegalismi e delinquenza III. Il carcerario
                                     

2.1. In dettaglio Supplizio

Foucault inizia il libro esponendo il contrasto tra due forme di punizione:

  • la pedante programmazione giornaliera prevista per gli internati in una prigione agli albori del XIX secolo.
  • il pubblico supplizio, violento e caotico, di Robert François Damiens, condannato per regicidio alla fine del XVIII secolo;

Questi esempi ritraggono vividamente i vasti cambiamenti manifestatisi in meno di un secolo nei sistemi penali occidentali. Lautore spinge il lettore ad interrogarsi su cosa possa aver condotto ad una trasformazione così radicale.

La risposta viene ricercata in un esame della pubblica tortura in sé. Sostiene lautore che questo genere di spettacolo costituiva una sorta di "piazza teatrale" cui corrispondevano diverse funzioni e diversi effetti desiderati ed indesiderati per la società.

Le funzioni perseguite erano:

  • riflettere la violenza del delitto originario sul corpo del condannato, a monito di tutti;
  • porre in atto la vendetta del sovrano - leso dal crimine anche solo idealmente, ed al di fuori dellovvio caso del regicidio - sul corpo del colpevole. La tesi di Foucault è che la legge era considerata unestensione del corpo del sovrano, pertanto era pienamente logico che la vendetta si incarnasse nella violazione dellintegrità fisica corpo del condannato.

Alcuni degli "effetti collaterali" naturalmente indesiderati erano:

  • trasformare il corpo del condannato in un sito del conflitto tra le masse ed il sovrano. Lautore osserva in proposito che spesso le esecuzioni sfociavano in tumulti in appoggio del prigioniero.
  • fornire al corpo del condannato un palcoscenico su cui ricevere simpatia ed ammirazione;

Pertanto, conclude Foucault, in definitiva la pubblica esecuzione si rivelava obiettivamente controproducente e perfino anti-economica. Per di più essa era applicata in modo eterogeneo, irrazionale e quasi casuale. Ne consegue che il suo costo politico era troppo alto. Era addirittura lantitesi dei più moderni interessi dello Stato: ordine e generalizzazione.

                                     

2.2. In dettaglio Punizione

Il passaggio alla prigione non fu immediato. Ci fu un cambio graduale, benché piuttosto rapido. La prigione fu preceduta storicamente da una forma diversa di spettacolo pubblico. Il teatro del pubblico supplizio cedette il posto alle catene di galeotti impegnati in lavori forzati. La punizione divenne "gentile", ma non per ragioni umanitarie, secondo la tesi già anticipata da Foucault. Egli afferma che i riformisti erano insoddisfatti della natura imprevedibile, ed iniquamente distribuita, della violenza del sovrano concentrata sul corpo del condannato. Una maggior razionalizzazione di tutto questo "processo produttivo" era auspicata dai riformisti, anche in relazione al principio che il potere dello Stato debba o almeno dovrebbe essere una forma di potere pubblico. Stando a Foucault, ciò stava a cuore ai riformisti più che gli argomenti umanitari.

Al di fuori di questo movimento verso la punizione generalizzata, sarebbe stato creato un migliaio di "mini-teatri" di punizione in cui i corpi dei condannati sarebbero stati esposti in uno spettacolo più ubiquo, controllato ed efficace. I prigionieri sarebbero stati costretti a svolgere lavori che riflettevano i loro crimini, in tal modo fornendo alla società una riparazione per le loro deviazioni. Questo avrebbe permesso al pubblico di vedere i corpi dei condannati che davano esecuzione alla loro punizione, e così riflettevano sui delitti commessi. Ma questi esperimenti durarono meno di ventanni.

Foucault sostiene che questa teoria della punizione "gentile" rappresentò il primo allontanamento dalleccessiva forza del sovrano, e verso mezzi di punizione più generalizzati e controllati. Però, suggerisce che il cambiamento verso la prigione che seguì fu il risultato di una nuova "tecnologia" ed ontologia rivolte al corpo che si sarebbero sviluppate nel XVIII secolo: la tecnologia della disciplina e lontologia dell"uomo come macchina".

Sul piano più squisitamente socio-politico, lautore sembra suggerire piuttosto scopertamente la tesi che la riforma del sistema penale quasi coeva alla Rivoluzione francese sia funzionale agli interessi della classe borghese che - non a caso - si sta viepiù affermando nel proprio crescente ruolo egemonico proprio in quel periodo. Vi è un diverso modo di reprimere fermamente l illegalismo dei beni rispetto ad una certa tolleranza verso lillegalismo dei diritti tipico dello scaltro borghese; truffe, corruzioni e simili:

"Bisogna concepire un sistema penale come un meccanismo per gestire gli illegalismi in modo differenziato e non per sopprimerli tutti."



                                     

2.3. In dettaglio Il nuovo "linguaggio" del punire

Tra la pagina 102 e la 110, lautore enuncia una sorta di "decalogo" "semio-tecnica", ovvero "tecnica dei segni punitivi" con cui i riformatori tentano di influenzare con universale efficacia i comportamenti sociali della politica criminale, interessante per la sua evidente attualità anche nel contesto contemporaneo:

  • Regola della quantità minimale. Poiché la pena deve avere un effetto preventivo, è opportuno che essa arrechi al colpevole un danno soltanto un po maggiore del vantaggio che il reo tenta di procurarsi con il delitto.
  • Regola della specificazione ottimale. "È necessario un codice esaustivo ed esplicito, che definisca i delitti, fissando le pene."
  • Regola dellidealizzazione sufficiente. Secondo le nuove idee, non è più il caso di ostentare i supplizi, perché è meglio mostrare lidea immagine mentale della pena, piuttosto che la sua incarnazione sul corpo del condannato.
  • Regola degli effetti laterali. La pena deve produrre il proprio effetto di "prevenzione generale" soprattutto nei confronti di chi non ha commesso il delitto si arriva al paradosso di affermare che - se si fosse certi che il colpevole non ricadesse più nella propria condotta - sarebbe sufficiente far credere agli altri che lui sia stato davvero punito, e la pena effettiva non sarebbe quindi neppure necessaria.
  • Regola della certezza perfetta. È quello che i giuristi chiamano "certezza della pena": chi sbaglia, deve sapere preventivamente che sarà quasi di certo punito, ed alluomo andrebbe, peraltro, abolito il potere di grazia tradizionalmente rivendicato dai sovrani.
  • Regola della verità comune. Abbandono delle prove legali, rifiuto della tortura, necessità insomma di una dimostrazione logica dellesistenza della colpa strutturalmente analoga alla metodologia della dimostrazione matematica.
                                     

2.4. In dettaglio Disciplina

Secondo Foucault, laffermarsi della prigione come forma generalizzata di sanzione per ogni sorta di crimine è un portato dello sviluppo della disciplina registratosi nel XVIII e nel XIX secolo. Lanalisi dellautore si rivolge alla creazione di forme particolarmente raffinate di disciplina, aventi ad oggetto i più minuti e dettagliati aspetti del corpo di ciascuna persona. Suggerisce anche lidea che la disciplina abbia generato una nuova economia ed una nuova politica dei corpi. Le istituzioni moderne richiedevano che i corpi fossero individuati secondo i loro scopi, ed anche per laddestramento, losservazione ed il controllo. Pertanto, sostiene, la disciplina ha creato una forma di individualità del tutto nuova per i corpi, che ha permesso loro di adempiere il dovere nelle forme delle organizzazioni economiche, politiche e militari che emergevano nelletà moderna e tuttora continuano.

Questa disciplina delle individualità costruisce per i corpi che controlla quattro caratteristiche, e costruisce di riflesso unindividualità che è:

  • genetica - controlla levoluzione nel tempo dellattività dei corpi;
  • cellulare - determina la distribuzione spaziale dei corpi;
  • organica - attraverso la codificazione delle attività in istruzioni dettagliate da seguire, tutte correlate fra loro;
  • combinatoria - fa sì che la forza combinata di più corpi si fonda in una forza di massa.

Foucault suggerisce che questa individualità possa essere integrata in sistemi ufficialmente egualitari, ma che utilizzano la disciplina per costruire relazioni di potere non egualitarie:

Secondo lautore, la disciplina crea "corpi docili", ideali per le esigenze moderne in fatto di economia, politica, guerra - corpi funzionali in fabbrica, negli ordinati reggimenti, nelle classi scolastiche. Ma, per costruire corpi docili, le istituzioni che promuovono la disciplina devono riuscire a:

  • garantire linteriorizzazione dellindividualità disciplinare nei corpi che vengono controllati.
  • osservare e registrare i corpi che controllano;

Ossia: la disciplina deve imporsi senza una forza eccessiva attraverso unattenta osservazione, e grazie a tale osservazione i corpi si forgiano nella forma corretta. Ne discende la necessità di una peculiare forma di istituzione, che - secondo - Foucault, è ben esemplificata dal Panopticon di Jeremy Bentham.

Il Panopticon era la somma incarnazione di una moderna istituzione disciplinare. Consentiva una costante osservazione caratterizzata dalla "veduta diseguale". Infatti, forse la più importante caratteristica del Panopticon risiedeva nella progettazione costruttiva grazie alla quale il recluso non poteva mai sapere quando se effettivamente era sorvegliato. In tale modo, per lappunto, la "veduta diseguale" determinava linteriorizzazione dellindividualità disciplinare, ed il corpo docile richiesto per gli internati. Ciò significa che si è meno indotti a trasgredire leggi o regole se si crede di essere osservati, anche quando in realtà la sorveglianza non è momentaneamente praticata. Pertanto, la prigione, specie se ricalca il paradigma del Panopticon, offre la forma ideale di punizione moderna. Secondo Foucault, questo è il motivo per cui la punizione generalizzata, "gentile", delle catene di forzati ha comunque dovuto cedere il passo al carcere. Questultimo era la modernizzazione ideale della punizione, ed era quindi naturale che alla lunga prevalesse.

Fornita la dimostrazione logica del trionfo della prigione sulle altre forme punitive, Foucault dedica il resto del suo libro allesame preciso della sua forma e funzione nella nostra società, per porre a nudo le ragioni del suo uso continuato, e per analizzare i supposti effetti di tale impiego.

                                     

2.5. In dettaglio Prigione

Nellesaminare la costruzione della prigione come mezzo centrale della punizione criminale, Foucault crea una sorta di cornice allidea che la prigione sia divenuta parte di un più ampio "sistema carcerario", che è divenuto unistituzione sovrana - che tutto egemonizza - nella società moderna. La prigione appartiene ad una rete più vasta, comprendente scuole, istituzioni militari, ospedali e fabbriche, che materializza una società pan-ottica per i propri membri. Il sistema crea "carriere disciplinari" pagina 300 per chi accetta di rimanere nei "giusti binari" che gli sono stati assegnati. Il funzionamento di un tale sistema è propiziato dallautorità scientifica di medicina, psicologia e criminologia. È altrettanto fondamentale il principio che il sistema "non può fare a meno di produrre delinquenti" pagina 266. La delinquenza, in effetti, si produce quando la micro-criminalità sociale ad esempio asportare legname dal latifondo di un gran signore non è più tollerata, e si crea una classe di "delinquenti" specializzati che agiscono quali surrogati della polizia nella sorveglianza della società.



                                     

3. Edizione italiana

  • Michel Foucault, Sorvegliare e punire. Nascita della prigione, traduzione di Alcesti Tarchetti, Collana Paperbacks, n. 77, Torino, Einaudi, 1976, pp. 340, ISBN 88-06-17476-2. - Collana ET n.146, Einaudi, 1993.
                                     
  • dimissioni e riusi, Palombi, Roma, 2014. Esercito Militare Forze armate Polizia Territorio militare Castra di Roma antica Sorvegliare e punire saggio del
  • Violenza Bollati Boringhieri, giugno 2000, p. 21. Michel Foucault, Sorvegliare e punire la nascita della prigione, collana ET Saggi, traduzione di Alcesti
  • Dupront, op. cit. alla nota 1 della pag.176 di Michel Foucault, Sorvegliare e punire Einaudi ediz. Einaudi Tascabili, 1993 Torino ISBN 88 - 06 - 13285 - 7
  • Ingegneria sociale scienze politiche Istituzione totale Paideia Sorvegliare e punire Capitalismo cognitivo Biopolitica, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca
  • vividamente nel capitolo iniziale di Sorvegliare e punire di Michel Foucault 1979 Nel 1303, il vice Priore e Sacrestano della Westminster Abbey distrusse
  • Gattico E Jean Piaget, Bruno Mondadori, Milano 2001 Sorvegliare e punire Tr. It. Einaudi, Torino 1976 Varela F. Thompson E Rosch E La via
  • machines à guérir, Mardaga, 1976 Istituzione totale La nave dei folli Sorvegliare e punire Altri progetti Wikiquote Wikiquote contiene citazioni da Storia della
  • andasse acquistata, spesso facendo ricorso al prestito usurario. Sorvegliare e punire pag. 87 Tale nozione sarebbe perfettamente esemplificata in questa
  • The Rise of the Dutch Republic, Vol. 3, 1856 Michel Foucault, Sorvegliare e punire cap. 2 Lisa Jardine, The Awful End of William the Silent: The First

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