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ⓘ Francesco d'Assisi




Francesco dAssisi
                                     

ⓘ Francesco dAssisi

Francesco dAssisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone, è stato un religioso e poeta italiano.

Diacono e fondatore dellordine che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Comunione anglicana. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana. È stato proclamato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono principale dItalia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII.

Profondamente ascetico, era conosciuto anche come "il poverello dAssisi" per via della sua scelta di spogliarsi di ogni bene materiale e condurre una vita minimale, in totale armonia di spirito. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i quattro grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da papa Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002, da papa Benedetto XVI nel 2011 e da Papa Francesco nel 2016. San Francesco dAssisi è uno dei santi più popolari e venerati del mondo.

Oltre allopera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle creature, è riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana.

Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, eletto papa nel conclave del 2013, ha assunto, primo nella storia della Chiesa, il nome pontificale Francesco proprio in onore del santo di Assisi.

                                     

1.1. Biografia Linfanzia

Francesco, che aveva un fratello di nome Angelo, nacque nel 1182 da Pietro di Bernardone e, secondo testimonianze molto tardive, dalla nobile provenzale Madonna Pica, in una famiglia della borghesia emergente della città di Assisi che, grazie allattività di commercio di stoffe, aveva raggiunto ricchezza e benessere. Sua madre lo fece battezzare con il nome di Giovanni dal nome di Giovanni Battista nella chiesa costruita in onore del patrono della città, il vescovo e martire Rufino, cattedrale dal 1036. Tuttavia il padre decise di cambiargli il nome in Francesco, insolito per quel tempo, in onore della Francia che aveva fatto la sua fortuna.

La sua casa, situata al centro della città, era provvista di un fondaco utilizzato come negozio e magazzino per lo stoccaggio e lesposizione di quelle stoffe che il mercante si procurava con i suoi frequenti viaggi in Provenza. Il padre Pietro vendeva la sua pregiata merce in tutto il territorio del Ducato di Spoleto di cui, allepoca, faceva parte anche la città di Assisi.

Le varie agiografie del santo non parlano molto della sua infanzia e della sua giovinezza: è comunque ragionevole ritenere che egli fosse stato indirizzato dal padre a prendere il suo posto negli affari della famiglia.

Dopo aver frequentato la scuola presso i canonici della cattedrale, nella chiesa di San Giorgio, a 14 anni Francesco si dedicò a pieno titolo allattività del commercio. Egli trascorreva la sua giovinezza tra le liete brigate degli aristocratici assisani e la cura degli affari paterni, riguardanti lattività di commercio dei tessuti.

                                     

1.2. Biografia La guerra

Si ha memoria di una guerra che nel 1154 contrappose Assisi a Perugia. Tra le due città esisteva una rivalità irriducibile che si protrasse per secoli. Lodio aumentò a causa dellalleanza di Perugia con i guelfi, mentre Assisi parteggiò per la fazione ghibellina. Non fu una scelta felice quella degli assisani in quanto nel 1202 subirono una sconfitta e una cospicua perdita di uomini a Collestrada, vicino a Perugia. Tra i giovani che parteciparono al conflitto, venne catturato e rinchiuso in carcere pure Francesco. Lesperienza della guerra e della prigionia lo sconvolse a tal punto da indurlo a un totale ripensamento della sua vita: da lì ebbe inizio un cammino di conversione, che col tempo lo portò "a vivere nella gioia di poter custodire Gesù Cristo nellintimità del cuore".

Francesco, gravemente malato, dopo un anno di prigionia ottenne la libertà dietro il pagamento di un riscatto, a cui provvide il padre. Tornato a casa, recuperò gradatamente la salute trascorrendo molto tempo nei possedimenti del padre. Secondo Tommaso da Celano furono questi luoghi appartati che contribuirono a risvegliare in lui un assoluto e totale amore per la natura, che vedeva come opera mirabile di Dio.

                                     

1.3. Biografia La conversione

Da un punto di vista storico le circostanze della conversione di San Francesco non sono state chiarite e si hanno notizie solo attraverso le agiografie e il testamento del Santo. Sembra che un ruolo importante lo abbia avuto la sua volontà frustrata di farsi cavaliere e di partire per la crociata, ma soprattutto un crescente senso di compassione che gli ispiravano i deboli, i lebbrosi, i reietti, gli ammalati, gli emarginati: questa compassione si sarebbe trasformata poi in una vera e propria "febbre damore" verso il prossimo.

Nel 1203-1204 Francesco pensò di partecipare alla Crociata e quindi provò a raggiungere a Lecce la corte di Gualtieri III di Brienne, per poi muovere con gli altri cavalieri alla volta di Gerusalemme. Partecipare come cavaliere a una crociata era a quel tempo considerato uno dei massimi onori per i cristiani dOccidente. Tuttavia, giunto a Spoleto, si ammalò nuovamente, passò la notte nella chiesa di San Sabino e qui ebbe un profondo ravvedimento. Avrebbe raccontato in seguito di essere stato persuaso da due rivelazioni notturne: nella prima egli scorse un castello pieno darmi e udì una voce promettergli che tutto quello sarebbe stato suo. Nella seconda sentì nuovamente la stessa voce chiedergli se gli fosse stato "più utile seguire il servo o il padrone": alla risposta: "Il padrone", la voce rispose:

Francesco rinunciò al proprio progetto e tornò ad Assisi. Da allora egli non fu più lo stesso uomo. Si ritirava molto spesso in luoghi solitari a pregare.

Un giorno a Roma, dove venne mandato dal padre a vendere una partita di merce, non solo distribuì il denaro ricavato ai poveri, ma scambiò le sue vesti con un mendicante e si mise a chiedere lelemosina davanti alla porta di San Pietro.

Pure il suo atteggiamento nei confronti delle altre persone mutò radicalmente: un giorno incontrò un lebbroso e, oltre a dargli lelemosina, lo abbracciò e lo baciò. Come racconterà lo stesso Francesco, prima di quel giorno non poteva sopportare nemmeno la vista di un lebbroso: dopo questo episodio, scrisse che

Ma è nel 1205 che avvenne lepisodio più significativo della sua conversione: mentre pregava nella chiesa di San Damiano, raccontò di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli disse: "Francesco, va e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina".

Dopo quellepisodio, le "stranezze" del giovane si fecero ancora più frequenti: fece incetta di stoffe nel negozio del padre le vendette a Foligno assieme al suo cavallo; tornò a casa a piedi e offrì il denaro ricavato al sacerdote di San Damiano, affinché riparasse quella piccola chiesa in rovina; costui però, conoscendo il padre e temendo la sua ira, rifiutò la generosa offerta. Pietro Bernardone, forte della solidarietà della comunità dAssisi, riteneva tradite non solo le sue aspettative di padre, ma giudicava il figlio, per la sua eccessiva generosità, in preda a uno squilibrio mentale.



                                     

1.4. Biografia Il processo davanti al vescovo

Bernardone cercò, allinizio, di allontanare Francesco per nasconderlo ai pettegolezzi della gente, ma poi, di fronte allirriducibile "testardaggine" del figlio nel non mutare il suo comportamento, decise di denunciarlo ai consoli per farlo arrestare, non tanto per il danno oneroso subito, quanto piuttosto per la segreta speranza che, sotto la pressione della punizione e della condanna dalla città, il ragazzo cambiasse atteggiamento.

Il giovane, però, si appellò a unaltra autorità: fece ricorso al vescovo. Il processo si svolse così nel mese di gennaio o febbraio del 1206, nel Palazzo Vescovile; "tutta Assisi" fu presente al giudizio.

Francesco, non appena il padre ebbe finito di parlare,

Francesco dava così inizio a un nuovo percorso di vita e il vescovo Guido, che lo coprì pudicamente agli sguardi della folla, manifestava simbolicamente la protezione e laccoglienza di Francesco nella Chiesa.

                                     

1.5. Biografia Il soggiorno a Gubbio

Da uomo nuovo Francesco cominciò il suo viaggio: nellinverno 1206 partì per Gubbio, dove il giovane aveva da sempre diversi amici, tra cui Federico Spadalonga che aveva condiviso con Francesco anche la prigionia nelle carceri di Perugia; Federico lo accolse benevolmente nella sua casa laddove oggi sorge una chiesa dedicata a San Francesco, lo sfamò e, a quanto pare, fu qui che Francesco si vestì del saio, rifiutando vestiti ben più lussuosi offerti dallamico.

Ospite degli Spadalonga, Francesco "amante di ogni forma di umiltà, si trasferì dopo pochi mesi presso i lebbrosi restando con loro e servendo a loro tutti con somma cura." Si trattava del lebbrosario di Gubbio che era intitolato a san Lazzaro di Betania.

Nel suo Testamento Francesco disse chiaramente che la vera svolta verso la piena conversione ebbe inizio per lui a Gubbio, quando si era accostato a queste persone bisognose. Francesco non vi ebbe mai una fissa dimora, ma era solito predicare nelle campagne tra Gubbio e Assisi.

Proprio nel contado eugubino, laddove sorgeva la chiesetta di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina, e lomonimo parco, San Francesco ammansì il famoso lupo di Gubbio. Sette anni dopo la conversione di Francesco nel 1213, il beato Villano, Vescovo di Gubbio, già abate benedettino dellabbazia di San Pietro, concesse ai frati di stabilire una loro sede nel comune di Gubbio.

                                     

1.6. Biografia I primi compagni e la predicazione

Arrivata lestate e placatosi lo scandalo sollevato dalla rinuncia ai beni paterni, Francesco ritornò ad Assisi. Per un certo periodo se ne stette solo, impegnato a riparare alcune chiese in rovina, come quella di San Pietro al tempo, fuori le mura, la Porziuncola a Santa Maria degli Angeli e San Damiano.

I primi anni della conversione furono caratterizzati dalla preghiera, dal servizio ai lebbrosi, dal lavoro manuale e dallelemosina. Francesco scelse di vivere nella povertà volontaria e, ispirandosi allesempio di Cristo, lanciò un messaggio di segno opposto a quello della società duecentesca, dalle facili ricchezze. Francesco rinunciò alle attrattive mondane, vivendo gioiosamente come un "ignorante", un "pazzo", dimostrando come la sua obiezione ai valori egemoni nella società secolare di allora potesse generare una perfetta letizia. In questo senso il suo esempio aveva un che di sovversivo rispetto alla mentalità del tempo.

Il 24 febbraio 1208, giorno di san Mattia, dopo aver ascoltato il passo del Vangelo secondo Matteo nella chiesetta Porziuncola, nella campagna di Assisi, Francesco sentì fermamente di dover portare la Parola di Dio per le strade del mondo. Incominciò così la sua predicazione, dapprima nei dintorni di Assisi. Ben presto altre persone si aggregarono a lui e, con le prime adesioni, si formò il primo nucleo della comunità di frati. Il primo di essi fu Bernardo di Quintavalle, suo amico dinfanzia. Tra gli altri si ricordano Pietro Cattani, Filippo Longo di Atri, frate Egidio, frate Leone, frate Masseo, frate Elia da Cortona, frate Ginepro. Insieme con i suoi compagni, Francesco cominciò a portare le sue predicazioni fuori dallUmbria.



                                     

1.7. Biografia Lapprovazione del Papa

Nel 1209, quando Francesco ebbe raccolto intorno a sé dodici compagni, si recò a Roma per ottenere lautorizzazione della regola di vita, per sé e per i suoi frati, da parte di papa Innocenzo III. Dopo alcune esitazioni iniziali, il Pontefice concesse a Francesco la propria approvazione orale per il suo "Ordo fratrum minorum": a differenza degli altri ordini pauperistici, Francesco non contestava lautorità della Chiesa, ma la considerava come "madre" le offriva sincera obbedienza. Francesco era la personalità necessaria, che poteva finalmente incanalare le inquietudini e il bisogno di partecipazione dei ceti più umili nel seno della Chiesa, senza porsi come antagonista a essa, quindi senza scivolare nella deriva delleresia.

Del testo presentato al Papa non è rimasta traccia. Gli studiosi pensano, tuttavia, che esso consistesse principalmente in brani tratti dal Vangelo, che col passare degli anni, insieme con alcune aggiunte, confluirono nella "Regola non bollata", che Francesco scrisse alla Porziuncola, nel 1221.

                                     

1.8. Biografia Fondazione dei primi Conventi

Di ritorno da Roma, i frati si installarono in un "tugurio" presso Rivotorto, sulla strada verso Foligno, luogo scelto perché vicino a un ospedale di lebbrosi. Tale posto tuttavia era umido e malsano, e i frati dovettero abbandonarlo lanno successivo, stabilendosi presso la piccola badia di Santa Maria degli Angeli, sulla pianura del Tescio, in località Porziuncola. Abbandonata in mezzo ad un bosco di cerri, la badia venne concessa a Francesco e ai suoi frati dallAbate di San Benedetto del Subasio.

                                     

1.9. Biografia Vocazione di Chiara e fondazione dellOrdine femminile

Questa nuova "forma di vita" attirò anche le donne: la prima fu Chiara Scifi, figlia del nobile assisiate Favarone di Offreduccio. Fuggita dalla casa paterna la notte della Domenica delle Palme del 28 marzo del 1211 o del 18 marzo del 1212, giunse il 29 marzo 1211 o il 19 marzo 1212 a Santa Maria degli Angeli, dove chiese a Francesco di poter entrare a far parte del suo ordine, e dove allalba ricevette labito religioso dal santo. Francesco la sistemò per un po di tempo prima presso il monastero benedettino di Bastia Umbra, poi in quello di Assisi. In seguito, quando altre ragazze fra cui anche la sorella di Chiara, Agnese seguirono il suo esempio, presero dimora nella chiesetta di San Damiano e diedero inizio a quello che in futuro saranno le clarisse, in cui si distingueranno sante come Caterina da Bologna, Camilla Battista da Varano, Eustochia Calafato. Negli stessi anni diede vita al convento di Montecasale, dove insediò una piccola comunità di seguaci e dove ripetutamente farà poi sosta nei suoi viaggi.

                                     

1.10. Biografia Confronto con il catarismo

Ben viva era allepoca la vicenda dei catari, dichiarati eretici dalla Chiesa cattolica, i quali predicavano un dualismo Bene/Male portato alle estreme conseguenze. Essi avevano avuto numerosi focolai nella vicina Toscana e si erano ridotti alla clandestinità dopo la sanguinosa crociata albigese del 1209. Francesco avrebbe potuto essere scambiato per un cataro per la sua povertà e la predicazione ai ceti subalterni. Ma Francesco e i suoi seguaci si distinguevano in molteplici aspetti: innanzitutto essi non mettevano in dubbio la gerarchia della Chiesa. Francesco stesso infatti insisteva sulla necessità che si amassero e si rispettassero i sacerdoti. Portato una volta davanti a un prete che viveva notoriamente in peccato, forse affinché cadesse in contraddizione se egli non lo avesse denunziato si sarebbe potuto dire che era suo complice, se egli lo avesse fatto si sarebbe detto che Francesco non rispettava la gerarchia, Francesco si limitò a baciare le mani di quel sacerdote, "che toccano il corpo di Gesù Cristo". Infine la differenza tra lavversione al "mondo della Materia" il Creato dei catari e lamore per tutte le manifestazioni di vita di Francesco non poteva essere più stridente. Lo stesso Cantico delle creature può essere letto come un perfetto trattato di teologia anti-catara, nonostante sia difficile da dimostrare quanto Francesco, sospettoso della sapienza dei libri, possa aver conosciuto la dottrina catara.

Uno dei valori da attribuire alla preposizione "per" sarebbe quello di "complemento dagente" Laudato sii mi Signore per da tutte le creature).

Il suo amore per la natura e gli animali come la leggendaria predica agli uccelli in località Piandarca sulla strada che da Cannara si dirige a Bevagna erano superati solo dallamore verso gli esseri umani: la pace interiore per Francesco non era una semplice serenità, che implicava capacità di amore e di perdono, ma una naturale gioia di vivere:



                                     

1.11. Biografia Crescita dellordine e viaggio in Egitto

Col tempo la fama di Francesco crebbe enormemente e crebbe notevolmente anche la schiera dei frati francescani. Nel 1217 Francesco presiedette il primo dei capitoli generali dellOrdine, che si tenne alla Porziuncola: questi sorsero con lesigenza di impostare la vita comunitaria, di organizzare lattività di preghiera, di rinsaldare lunità interna ed esterna, di decidere nuove missioni, e si tenevano ogni due anni. Con il primo fu organizzata la grande espansione dellordine in Italia e furono inviate missioni in Germania, Francia e Spagna.

Nel 1219, si recò ad Ancona per imbarcarsi per lEgitto e Palestina, dove da due anni era in corso la quinta crociata. Durante questo viaggio, in occasione dellassedio crociato alla città egiziana di Damietta, insieme con frate Illuminato ottenne dal legato pontificio il benedettino portoghese Pelagio Galvani, cardinale vescovo di Albano, il permesso di passare nel campo saraceno e incontrare, disarmati, a loro rischio e responsabilità, lo stesso sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil, nipote di Saladino. Lo scopo dellincontro era quello di potergli predicare il Vangelo, al fine di convertire il sultano e i suoi soldati, e quindi mettere fine alle ostilità.

Ricevuto con grande cortesia dal Sultano, ebbe con lui un lungo colloquio, al termine del quale Francesco dovette tornare nel campo crociato. Intorno a questo evento storico sono fiorite diverse leggende riguardanti il santo e la sua straordinaria capacità di convincere e convertire, anche se al-Malik al-Kāmil rimase musulmano, pur apprezzando Francesco ed elargendogli dei doni in segno di stima.

Linterpretazione del rapporto tra Francesco, lIslam le crociate non è facile ed è ancora oggetto di discussione, in quanto cè contrapposizione tra chi vede la sua azione come un sostegno alle crociate o, al contrario, come una loro sconfessione. La narrazione dellincontro ci è pervenuta, oltre che tramite le opere di biografi francescani, anche attraverso altre testimonianze non tardive, sia cristiane sia arabe. La versione fornitaci da San Bonaventura cita maltrattamenti subiti ad opera dei soldati saraceni e la difesa, da parte di Francesco, delloperato dei crociati e la giustificazione della guerra agli islamici infedeli. Nel racconto di Tommaso da Celano, Francesco suscitò profonda ammirazione nel sultano, che lo trattò con rispetto e gli offrì numerose ricchezze. Secondo la narrazione agiografica, Francesco subì anche la prova del fuoco, raffigurata in numerosi cicli dipinti.

La pacifica rivoluzione che il nuovo Ordine stava compiendo cominciò a essere palese a tutti. Incominciarono però anche i primi problemi: Francesco temeva che, ingrandendosi senza controllo, la fraternità dei Minori deviasse dai propositi iniziali. Per dare lesempio e per potersi dedicare completamente alla sua missione, nel 1220 Francesco rinunciò al governo dellOrdine in favore dellamico e seguace Pietro Cattani, che però morì lanno seguente. Al successivo Capitolo Generale detto "delle Stuoie", giugno 1221 venne scelto come vicario frate Elia. Nel 1223, con la bolla Solet annuere, papa Onorio III approvò definitivamente la "Regola seconda" che rispetto alla prima è più corta e contiene meno citazioni evangeliche, che fu redatta con laiuto del cardinale Ugolino dOstia il futuro papa Gregorio IX. La doppia stesura della regola a distanza ravvicinata testimonia un ripensamento a fronte di difficoltà nel progetto; Francesco, pur non condannando in sé né la ricchezza, né la sapienza, né il potere, si rendeva conto che i frati che liberamente avevano deciso di seguirlo e di seguire la sua regola di vita stavano diventando colti e accettavano doni e ricchezze anche se formalmente questi erano incamerati dalla Santa Sede. Non è difficile immaginare che qualcuno, magari usando la scusa di poter meglio servire il prossimo, avesse richiesto più volte una limatura della regola del 1221 e alla fine Francesco cedette, pretendendo però questa volta una fedeltà assoluta, accettandola "senza commento", cioè senza interpretazioni.

                                     

1.12. Biografia Il primo presepe vivente

Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio sulla strada che da Stroncone prosegue verso il reatino, Francesco rievocò la nascita di Gesù, facendo una rappresentazione vivente di quellevento. Secondo le agiografie, durante la Messa, il putto raffigurante il Bambinello avrebbe preso vita più volte tra le braccia di Francesco. Da questo episodio ebbe origine la tradizione del presepe.

Oltre alla vita attiva Francesco, forse ammalato, sentiva continuamente lesigenza di ritirarsi in posti solitari per ritemprarsi e pregare. Tali posti offrivano al frate il silenzio e la pace che gli consentivano una più intima preghiera.

Tra il 1224 e il 1226, ormai malato gravemente agli occhi, compose il Cantico delle creature.

                                     

1.13. Biografia Le stigmate

Secondo le agiografie, il 14 settembre 1224, due anni prima della morte, mentre si trovava a pregare sul monte della Verna luogo su cui in futuro sorgerà lomonimo santuario e dopo 40 giorni di digiuno, Francesco avrebbe visto un Serafino crocifisso. Al termine della visione gli sarebbero comparse le stigmate: "sulle mani e sui piedi presenta delle ferite e delle escrescenze carnose, che ricordano dei chiodi e dai quali sanguina spesso". Tali agiografie raccontano inoltre che sul fianco destro aveva una ferita, come quella di un colpo di lancia. Fino alla sua morte, comunque, Francesco cercò sempre di tenere nascoste queste sue ferite.

Nelliconografia tradizionale successiva alla sua morte, Francesco è stato sempre raffigurato con i segni delle stigmate. Per questa caratteristica Francesco è stato definito anche "alter Christus". La condivisione fisica delle pene di Cristo offriva un nuovo volto al cristianesimo, partecipe non più solo del trionfo, simboleggiato dal Cristo in gloria.

                                     

1.14. Biografia Ultimi anni di vita e la morte

Negli anni seguenti Francesco fu sempre più oggetto di varie malattie soffriva infatti di disturbi al fegato oltre che alla vista. Varie volte gli furono tentati degli interventi medici per lenirgli le sofferenze, ma inutilmente. Nel giugno 1226, mentre si trovava alle Celle di Cortona, dopo una notte molto tormentata dettò il "Testamento", che volle fosse sempre legato alla "Regola", in cui esortava lordine a non allontanarsi dallo spirito originario.

Nel 1226 si trovava alle sorgenti del Topino, presso Nocera Umbra; egli però chiese e ottenne di poter tornare a morire nel suo "luogo santo" preferito: la Porziuncola. Qui la morte lo colse la sera del 3 ottobre.

Il suo corpo, dopo aver attraversato Assisi ed essere stato portato perfino in San Damiano, per essere mostrato unultima volta a Chiara e alle sue consorelle, venne sepolto nella chiesa di San Giorgio. Da qui la sua salma venne trasferita nellattuale basilica nel 1230 quattro anni dopo la sua morte, due anni dopo la canonizzazione.

                                     

2. Spiritualità francescana

Il francescanesimo si inserisce in quel vasto movimento pauperistico del XIII secolo, in uno spirito di riforma volto contro la corruzione dei costumi degli ecclesiastici del tempo, troppo coinvolti negli interessi materiali e politici, nella sanguinosa Lotta per le investiture. A questo si deve aggiungere la fioritura del comune medioevale: la nascita delle ricche città-stato, se da un lato arricchì una parte del popolo, determinò la formazione di quei ricchi ceti mercantili, il cosiddetto popolo grasso, che acquistava potere a scapito della vecchia nobiltà feudale, facendo della vita metropolitana il centro della civiltà, pur lasciandovi dentro larghissime fette del ceto contadino più indigente, dallaltro causò una forte disuguaglianza sociale e anche crisi dellassetto sociale medievale che dovette coinvolgere Francesco in prima persona mentre esercitava la professione di mercante.

"Povertà", "obbedienza" e "castità" sono aspetti fondamentali della vita di Francesco e dei suoi discepoli. Dopo un primo periodo passato in solitudine, Francesco iniziò a vivere la propria vocazione insieme a dei compagni che volevano imitare il suo esempio. Lumiltà e lascetismo al quale si accompagnò lopera del santo gli valse il nome di Imitator Christi "Imitatore di Cristo": da qui inizia lesperienza della "fraternità", nella quale ciascun membro è dunque un imitator Francisci "Imitatore di Francesco", e dunque un imitator Christi. Secondo la regola dettata da Francesco, la vita comunitaria deve cercare di conformarsi a questi principi:

  • Fraternità: i frati non devono vivere soli, ma devono prendersi cura dei propri fratelli e in generale di tutti con amore e dedizione. La stessa cura si estende incondizionatamente non solo alle creature umane, ma a tutto il creato in quanto opera di Dio e dunque sacro, vivendo in questo modo la fraternità universale.
  • Povertà: rinuncia a possedere qualsiasi bene condividendo tutto ciò che ci è dato con tutti i fratelli, partendo dai più bisognosi.
  • Umiltà: porsi al di sotto di tutto e di tutti, al servizio dellultimo per essere davvero al servizio di Dio, liberarsi dai desideri terreni che allontanano luomo dal bene e dalla giustizia.

Alla preghiera e alla meditazione, la Regola francescana aggiunge lo "spirito missionario", in conformità ai precetti evangelici, assumendo una condotta completamente diversa rispetto alla norma seguita fino ad allora. È chiaro come a San Francesco interessassero soprattutto i ceti sociali più deboli, tendesse con amore fraterno verso quel "prossimo" spesso respinto e disprezzato dalla società, cioè verso il povero, il malato, il perdente, lultimo.

Francesco vuole essere il "minore tra i minori" umile tra gli umili. Si sostiene che egli applicò ai compagni lappellativo minores, dato in spregio ai popolani dai ricchi, perché lui stesso voleva incarnare la figura di "uomo del popolo". Assisi e Santa Maria degli Angeli furono e sono tuttora il cuore pulsante da cui parte e a cui ritorna lattività missionaria di questo nuovo Ordine dei minori, come da allora in poi furono chiamati tutti coloro che seguirono e che seguono il santo fondatore assisano. In questo modo, lo spirito di condivisione è esempio concreto della comunione dellanima con Dio, Gesù il Cristo, testimonianza di fede e di amore cristiano.

A imitazione dei poveri e dei mendicanti, è laspetto itinerante dei francescani, secondo il principio di portare il proprio sostegno materiale e spirituale al prossimo andandogli incontro là dove egli si trova: applicando questa regola alla prima persona Francesco visse e scontò un incessante vagare, portandosi fino ai confini dellEuropa, sostentandosi del frutto del lavoro che gli veniva offerto per strada e dove questo non fosse possibile, attraverso lelemosina.

                                     

3. Francescanesimo

Allinterno dellordine francescano tra il XIII e il XIV secolo si sviluppò la scuola filosofica e teologica fondata dal francescano Alessandro di Hales quando nel 1232 ricoprì la cattedra di teologia presso luniversità di Parigi. La filosofia francescana opponendosi allaristotelismo e al tomismo sispirava al pensiero di SantAgostino da cui riprendeva la dottrina dellilluminazione e la teoria dellilemorfismo universale.

In opposizione al tomismo la scuola francescana dichiarava il primato della volontà sullintelletto non solo per quanto riguardava il comportamento umano ma anche per lazione divina che esigeva il dovere dellobbedienza e il primato della fede sia nel campo della morale che in quello della conoscenza.

I più importanti filosofi del francescanesimo furono Giovanni de la Rochelle, San Bonaventura, Duns Scoto, Giovanni Peckham. I maestri francescani delluniversità di Oxford, Roberto Grossatesta, Ruggero Bacone e Guglielmo di Occam confermarono lindipendenza della fede dalla ragione e svilupparono quindi il francescanesimo soprattutto nellambito scientifico.

                                     

4. Una vita tra storia e teologia

Francesco dAssisi e la sua vita sono stati continuamente oggetto di interesse, ispirazione, imitazione, studio, confronto. Questo ha fatto sì che la narrazione biografica della sua vita sia stata connotata - fin dalle prime espressioni allindomani della sua morte - da una grande varietà di significati e intenzioni, che inevitabilmente hanno indirizzato e influenzato la redazione della sua Vita.

Le notizie sulla vita di Francesco derivano infatti in gran parte dalle prime biografie del santo, dove la narrazione storica e quella teologica sono strettamente legate.

Nel XVII secolo con Frate Luca Wadding si mossero i primi tentativi di raccogliere documentazione storica su Francesco dAssisi, cercando di distinguere tra storia e veneranda tradizione. Un momento di svolta in questo processo arrivò nel corso del XIX secolo, quando lo storico francese Paul Sabatier avanzò la teoria che tutte le biografie francescane "ufficiali" sarebbero irrimediabilmente compromesse dallintenzione "politica" degli autori, mentre più fedeli al "vero Francesco" sarebbero le biografie "ufficiose". In particolare nello Speculum perfectionis, da lui riscoperto, si potrebbe rintracciare la narrazione più affidabile sul santo di Assisi. Tale posizione ha scatenato nel tempo accesi dibattiti, stimolando nel contempo un approfondimento straordinario della ricerca storica su san Francesco.

Secondo lo storico Franco Cardini è infatti in alcuni casi difficile distinguere tra verità storica e amplificazioni simboliche: è il caso, ad esempio, degli episodi della predica agli uccelli e dellincontro con il lupo di Gubbio. Questi ultimi potrebbero, secondo lo studioso, essere anche intesi come rielaborazioni dellincontro, storicamente meglio documentato, con il sultano al-Malik al-Kamil, e riproporre il tema dellincontro con l "Altro".

                                     

4.1. Una vita tra storia e teologia La predica agli uccelli

La predica agli uccelli è uno degli episodi più famosi de I fioretti di san Francesco. Secondo la tradizione, la predica agli uccelli ebbe luogo sullantica strada che congiungeva il castello di Cannara a quello di Bevagna, nei pressi di Assisi. Oggi il punto dove San Francesco dAssisi fece il miracolo è segnalato da una pietra sita in località Piandarca nel Comune di Cannara in unarea ancora oggi incontaminata, raggiungibile attraverso un sentiero che inizia appena fuori il paese e si snoda attraverso i campi. Nei pressi della pietra e lungo lattuale strada che porta a Bevagna la SP403 è edificata anche una piccola edicola a ricordo del miracolo. Più che la cronaca di un avvenimento, le agiografie descrivono un passo di vera poesia:

                                     

4.2. Una vita tra storia e teologia Il lupo di Gubbio

Fra gli svariati racconti che accompagnano e descrivono da secoli la vita le gesta del frate, spicca senza dubbio lepisodio del lupo di Gubbio. La vicenda narra di un grosso lupo che da tempo terrorizzava gli abitanti delle campagne eugubine, nelle quali Francesco era solito andare a predicare; lanimale selvaggio, affamato e feroce, da anni occupava il territorio boschivo alle porte della città e, secondo alcuni racconti dellepoca, non disdegnava avvicinarsi a ridosso delle mura per procurarsi il cibo. Gli abitanti allora, disperati e impauriti, si rivolsero a San Francesco. Il frate, venuto a conoscenza della situazione, si inoltrò nel bosco per incontrare il lupo. La sua mediazione fece sì che il lupo smettesse di terrorizzare gli abitanti di Gubbio, a patto che questi ultimi si impegnassero a sfamare lanimale quotidianamente.

La leggenda narra che anni dopo, quando il lupo morì di vecchiaia, gli abitanti del paese se ne dispiacquero fortemente.

Tuttavia secondo alcuni, il lupo di Gubbio non era altro che un brigante, che proprio come un lupo era solito derubare gli abitanti del contado eugubino, il quale fu "ammansito" da Francesco e reintegrato nella società eugubina grazie anche allaiuto degli abitanti.

                                     

5. LOrdine francescano

Francesco dAssisi realizzò tre ordini riconosciuti dalla Chiesa cattolica esistenti tuttoggi e aventi Costituzioni proprie.

  • Il primo ordine è quello dei frati minori. La loro vita è ancora oggi ispirata dalla Regola bollata approvata dal papa Onorio III nel 1223. In sèguito a ottocento anni di una storia molto complessa, al giorno doggi loriginario Ordo Minorum si divide in tre rami principali: i Frati minori originati dagli Osservanti e altre riforme, ma che comunque mantengono il sigillo dellOFM, i Frati Minori Conventuali e i Frati Minori Cappuccini detti un tempo Frati Minori della Vita Eremitica. Oltre a queste tre diramazioni storiche, vi sono oggi altre fondazioni minori che si ispirano a san Francesco e alla sua Regola. Ciascuno dei tre Ordini ha la sua propria organizzazione e struttura legale, ma tutti hanno in comune san Francesco come loro "padre" e fondatore.
  • Il terzo ordine nacque per i laici, o meglio per i secolari, cioè coloro che, pur non entrando in convento, vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana. Oggi è chiamato Ordine francescano secolare OFS. Parte integrante di esso è la Gioventù Francescana Gi.Fra.: unassociazione, riconosciuta dalla Chiesa, di giovani cattolici che condividono e vivono il Vangelo e il loro essere francescani nel mondo di oggi, sul posto di lavoro o nello studio. Oltre a questi, abbiamo anche il Terzo Ordine Regolare T.O.R., costituito - appunto - da "regolari" cioè religiosi che, nel corso della storia, sono divenuti tali a partire da fraternità di laici intenzionati a condurre una vita di consacrazione totale. Mentre nei primi secoli lOrdine è fortemente caratterizzato da unincidenza della fraternità, nei secoli successivi sarà più la testimonianza di singoli importanti personaggi a esprimere il valore del vivere la penitenza nel secolo. Questo non significa che lincidenza della fraternità sia minore; ne è la prova il fatto che ogni regime oppressivo, fino a oggi, ha visto sempre con grande preoccupazione questa sorta di ordine "religioso" presente nel mondo. Basti pensare anche a tempi vicini a noi, alla soppressione delle Fraternità del TerzOrdine Francescano operata da Napoleone, alla proibizione durante il regime nazista di riunirsi in Fraternità, simile a quella vigente fino a pochi anni fa in tutti i paesi dellEst.
  • Il secondo ordine è quello delle Monache clarisse fondato da Chiara dAssisi, la quale ha redatto una Regola propria. È costituito da suore di clausura e attualmente è presente in tutto il mondo. Analogamente al primo ordine, anche le discepole di santa Chiara hanno subìto un percorso storico piuttosto articolato e oggi i monasteri clariani sono raccolti in diverse "obbedienze".

Per interpretare le intenzioni di san Francesco e adattare il suo ideale alle mutevoli realtà dei tempi, a partire dal Duecento la Chiesa ha continuamente emesso documenti relativi alla vita della fraternità francescana, da Onorio III fino a Paolo VI, che ha approvato lultima regola dellOFS 1978 attualmente in vigore.

                                     

6. Il culto

Papa Gregorio IX lo canonizzò il 16 luglio 1228, attraverso la bolla Mira circa nos, soltanto due anni dopo la morte. Per questo motivo, il processo di canonizzazione è stato uno dei più rapidi della storia della Chiesa cattolica. La canonizzazione di Francesco è riportata in modo molto dettagliato nella "Vita Prima" di Tommaso da Celano.

San Francesco è stato ed è tuttoggi uno dei santi più amati dalla gente, specialmente per il suo spirito di umiltà e povertà. Nei luoghi dove trascorse la sua vita sono nati dei santuari, i principali dei quali sono:

  • Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Convento della Vittorina, a Gubbio, detta anche Porziuncola Eugubina
  • Santuario di Poggio Bustone
  • Eremo delle Carceri, presso Assisi
  • Basilica di San Francesco ad Assisi
  • Santuario di Rivotorto presso Rivotorto, che contiene il Sacro Tugurio, una prima dimora di San Francesco
  • Chiesa di San Francesco a Ripa, Santuario Francescano di Roma, che contiene la Sacra Cella dove San Francesco dimorava, tra il 1209 e il 1223, durante le sue visite al Papa
  • Santuario di Fonte Colombo
  • Santuario di Greccio
  • Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, che contiene la Porziuncola e la Cappella del Transito dove il santo morì, a 44 anni, il 3 ottobre 1226;
  • Santuario della Foresta
  • I quattro santuari della Valle Santa, in provincia di Rieti, visitabili seguendo il Cammino di Francesco
  • San Damiano ad Assisi
  • Santuario della Verna
  • Chiesa di San Francesco a Rieti, nel luogo in cui fondò un piccolo oratorio per la cura degli infermi
  • Chiesa di San Francesco a Gubbio
  • Santuario di Bevagna
  • Sacro Ritiro di Bellegra Rm, noto come "Nido dei Santi", perché qui hanno vissuto, in odore di santità, numerosi frati, rifondato da San Tommaso da Cori, compatrono della città di Roma e di Bellegra.
  • Convento di San Francesco a Folloni Montella
  • Convento di Montecasale Sansepolcro
  • Convento di San Francesco a Vimercate Villa Banfi La fondazione del convento di Vimercate deve ai Francescani del vicino monastero di Oreno nella seconda metà dellXI secolo. Gli edifici subirono poi nel tempo diverse trasformazioni ed ampliamenti, tra cui la dotazione, ad opera di Francesco Sforza durante il suo soggiorno vimercatese nel 1450, di una nuova cappella nella chiesa, dedicata a San Giovanni. Soppresso dalla Repubblica Cisalpina nel 1798, il convento venne in seguito acquistato dalla famiglia Banfi Giuseppe Banfi, Podestà di Vimercate, che ne è lattuale proprietaria.
  • Speco di San Francesco a Narni provincia di Terni. Importantissimo luogo di pellegrinaggi ove il Santo dAssisi si ritirava in preghiera
  • Santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis Foggia
  • Convento delle Celle
  • Chiesa di San Francesco ad Alatri, in stile gotico, nella quale viene conservato un mantello che sarebbe stato donato personalmente dal Santo, nel 1222, ai confratelli dello scomparso monastero di SantArcangelo.
  • Basilica minore di San Francesco dAssisi, oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani, a Lucera, città dove la tradizione vuole che San Francesco sia passato nel 1221.
  • Monastero di San Francesco a Bobbio PC, il monastero francescano più antico del nordItalia, fondato nel 1230 su un terreno che sarebbe stato donato al Santo in visita alla cittadina ed allantica Abbazia di San Colombano, fra il 1210-12.
  • Convento di San Francesco a Ravello SA, la fondazione del quale risale al secolo XIII e viene attribuita, da una tradizione sicura, allo stesso san Francesco quando arrivò come pellegrino ad Amalfi sulla tomba dellApostolo Andrea.
  • Chiesa di San Francesco dAssisi di Enna
  • Chiesa di San Francesco Atri, fu la prima chiesa in Abruzzo dedicata a san Francesco dAssisi ed è monumento nazionale dal 1902.

È da ricordare inoltre la Via Francescana della Pace, un percorso attrezzato tra le colline di Assisi e Gubbio, che riproduce fedelmente il viaggio che fece Francesco scappando dalla terra natìa ostile verso lospitalità Eugubina, il Cammino di Francesco nella Valle Santa di Rieti, dove è possibile ripercorrere i luoghi degli episodi che hanno caratterizzato la vita del Poverello e il Cammino francescano nella Marca, itinerario che ripercorre i maggiori centri attraversati durante i suoi viaggi nelle Marche del sud.

Molte reliquie del Santo vengono oggi venerate in Italia e nel Mondo.

Il 3 ottobre viene celebrato il "transito", ovvero un momento di preghiera teso a ricordare la morte del Serafico Padre attraverso letture tratte dalle Fonti francescane e dalla Bibbia.

                                     

7. Opere

  • Lodi e Preghiere
  • Lettere
  • Regole ed Esortazioni

Quasi tutti questi scritti sono stati dettati dal santo e perciò non autografi, però la loro attribuzione non sembra essere messa in dubbio dagli studiosi.

                                     

7.1. Opere Regole ed esortazioni

  • Regola bollata 1223: riduzione in forma più concisa della precedente regola comprende solo 12 capitoli e sono stati tagliati molti passi evangelici, venne presentata al papa Onorio III, che lapprovò il 29 settembre 1223 con la bolla Solet annuere.
  • Regola di vita negli eremi scritto tra il 1217 e il 1221
  • Regola non bollata 1221, che riprende in larga parte loriginale regola andata perduta che Francesco mostrò a papa Innocenzo III nel 1210. Questa regola è molto ricca di citazioni evangeliche, ed è la prima regola scritta del santo che ci è pervenuta.
  • Scritti alle "povere signore": i testi di queste due lettere Forma di vita e Ultima volontà sono ricavate dalla regola di Santa Chiara.
  • Testamento 1226: scritto probabilmente alle Celle di Cortona, preceduto dal Piccolo Testamento redatto a Siena nellaprile 1226, in questo breve opuscolo Francesco rievoca tutta la sua vita, le cui tappe sono state vissute dal santo come un dono del Signore è frequente infatti lespressione: "Il Signore mi diede.". In esso Francesco esorta i propri frati a vivere la Regola, che adesso egli lascia loro in eredità.
  • Ammonizioni: raccolgono 28 pensieri di Francesco, che secondo gli storici potrebbero essere delle conclusioni di alcune conversazioni dei capitoli celebrati dai frati. Esse trattano vari argomenti, fra cui spiccano i commenti alle Beatitudini.
                                     

7.2. Opere Lettere

  • Lettera a donna Jacopa: il testo è però di dubbia identificazione. Dalle agiografie si legge che Francesco, pochi giorni prima di morire, avesse fatto scrivere questa lettera per domandare a donna Jacoba de septem Soliis "dei sette Sogli" di portargli una tunica, la cera per la sepoltura ed anche dei dolcetti. Prima che la lettera venisse inviata, però, lei stessa si presentò nella casa dove si trovava Francesco con tutto quanto egli aveva richiesto.
  • Lettera a frate Antonio
  • Lettera ai fedeli: ne esistono due recensioni. La più antica, che è anche la più breve, consta di due capitoli: Di coloro che fanno penitenza che si avvicina molto alla forma di vita originale del santo e Di coloro che non fanno penitenza. Nella seconda lettera, più lunga, vengono approfondite alcune tematiche della vita penitenziale.
  • Lettera ad un ministro scritta tra il 1218 e il 1221
  • Lettera a frate Leone, autografa di Francesco, oggi conservata in un reliquiario nel duomo di Spoleto.
  • Identiche tematiche si trovano nella Lettera ai reggitori dei popoli, nelle due Lettere ai custodi e nella Lettera a tutto lOrdine.
  • Lettera a tutti i chierici 1220: in questa lettera Francesco invita tutti i consacrati a rinnovare la propria devozione verso lEucaristia e verso le Sacre Scritture, spinto probabilmente dalleco del recente Concilio Lateranense IV.
                                     

7.3. Opere Lodi e preghiere

  • Della vera e perfetta letizia
  • Audite, poverelle Parole con melodia, indirizzata alle suore di San Damiano, scritta in lingua volgare. Questa opera, la cui esistenza è testimoniata dalle agiografie, è stata ritrovata solo di recente e pubblicata nel 1977.
  • Parafrasi del Padre Nostro
  • Absorbeat
  • Preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano
  • Cantico delle creature, detto anche Cantico di Frate Sole, considerata linizio della tradizione letteraria italiana.
  • Ufficio della Passione del Signore
  • Saluto alle virtù
  • Esortazione alla lode di Dio
  • Lodi di Dio Altissimo, autografo di Francesco, cui segue la Benedizione a Frate Leone, conservati nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi.
  • Saluto alla Beata Vergine Maria
  • Lodi per ogni ora

In passato gli è stata attribuita anche la Preghiera semplice, ma tale attribuzione si è dimostrata erronea.

                                     

7.4. Opere Lo stile di scrittura e I Fioretti di san Francesco

Secondo le fonti del tempo, le sue sono prediche semplici e di grande presa: quando Francesco parla, riesce a conquistare gli ascoltatori. Ne I fioretti di san Francesco si narra ad esempio che a "Cannaia" ovvero Cannara, in alcune trascrizioni "Carnano", gli abitanti rimangono affascinati dalle sue parole, a tal punto da suscitare una sorta di conversione di massa. È in questa circostanza che Francesco pensa alla creazione del TerzOrdine oggi denominato Ordine francescano secolare. In alcune versioni più tardive dei Fioretti al posto di "Carnano" o "Cannaia" ovvero Cannara si legge "Savurniano" ma si tratta molto probabilmente di una trascrizione errata dettata da forme campanilistiche del tempo. Secondo uninterpretazione che associa la nascita del TerzOrdine Francescano al miracolo del "silenzio delle rondini" si può desumere dagli scritti del primo biografo francescano, frate Tommaso da Celano, che la fondazione o almeno la promessa da parte di San Francesco di istituire il TerzOrdine Francescano è stata fatta nel 1212 ad Alviano, un borgo tra Orte ed Orvieto, poco distante da Todi. La stessa esegesi è possibile farla nella "Legenda Maior" di San Bonaventura.

                                     

8. San Francesco nellarte

Nella scultura

  • Donatello, San Francesco, altare di SantAntonio da Padova, basilica del Santo Padova.

Nei musical

  • 1981: Forza Venite Gente, di Michele Paulicelli.
  • 2004: Chiara di Dio, di Carlo Tedeschi
                                     

8.1. San Francesco nellarte Nella letteratura

  • Dante Alighieri ricorda la figura di Francesco, guida della sposa di Cristo, nellXI canto del Paradiso e descrive le sue "nozze mistiche" con Madonna Povertà, che

e che prima di morire affida ai suoi discepoli:

  • Il romanzo dello scrittore greco Nikos Kazantzakis del 1956 intitolato Ο Φτωχούλης του Θεού Il poverello di Dio narra la storia di San Francesco rielaborandone il dato storico e agiocrafico e mettendone in risalto gli elementi spirituali.
                                     

8.2. San Francesco nellarte Nella pittura

San Francesco ha ispirato numerosi pittori. Lopera più antica datata che lo raffiguri è il San Francesco e storie della sua vita di Bonaventura Berlinghieri nella chiesa di San Francesco a Pescia, eseguita nel 1235, ad appena nove anni dalla morte del santo. Simili a questa tavola sono altre opere duecentesche, come quella del San Francesco Bardi. Altre opere precoci, utili per capire la fisionomia del santo, sono il ritratto eseguito da Cimabue a lato della Maestà di Assisi, nella basilica inferiore, oppure la tavola nel Museo di Santa Maria degli Angeli che si dice stata sul coperchio della tomba del santo.

Tra i cicli completi di storie francescane, a parte le piccole vicende narrate ai lati delle tavole duecentesche, quello del Maestro di San Francesco nella basilica inferiore è il più antico 1253 circa, a cui seguì quello celeberrimo di Giotto secondo lattribuzione tradizionale nella basilica superiore, databile agli anni novanta del Duecento. Giotto questa volta senza dubbi attributivi, sviluppò poi il tema nella basilica francescana di Firenze, Santa Croce, alla cappella Bardi. Nel Trecento le storie francescane vennero affrontate da Taddeo Gaddi formelle di Santa Croce e nel Quattrocento da Benozzo Gozzoli, nella chiesa di San Francesco a Montefalco, da Domenico Ghirlandaio, nella Cappella Sassetti a Firenze, dal Sassetta Polittico di Sansepolcro.

Innumerevoli le opere che ritraggono il santo, sempre oggetto di profonda devozione. Tra quelle più importanti che lo hanno come protagonista ci sono, in ordine indicativamente cronologico, i lavori di Giotto Stimmate, Gentile da Fabriano Stimmate, Jan van Eyck Stimmate, Colantonio Consegna della regola francescana, Giovanni Bellini San Francesco nel deserto, Tiziano Stimmate, Gaudenzio Ferrari San Francesco riceve le stigmate, Caravaggio Estasi, Meditazione di Cremona e Meditazione di Roma, Rembrandt, Titus in veste di san Francesco, Guercino San Francesco riceve le stimmate, Guido Reni San Francesco in estasi, Murillo San Francesco abbraccia Cristo crocifisso.

Lesempio francescano che sottolineava la compassione verso la sofferenza di Cristo impose una nuova raffigurazione del Crocifisso: non più il Cristo triumphans, cioè trionfante da occhi aperti e in ieratica assenza di pena, ma il Cristo patiens, cioè sofferente, col capo reclinato in una smorfia di dolore e il corpo morto, cadente. Il cosiddetto Maestro bizantino del Crocifisso di Pisa fu forse il primo artista a portare in Italia questa rappresentazione o per lo meno è il primo che sia oggi noto, che venne poi sviluppata, su commissione dei francescani stessi, da Giunta Pisano, da Cimabue e da Giotto e i suoi seguaci.

                                     

8.3. San Francesco nellarte Nella scultura

  • Donatello, San Francesco, altare di SantAntonio da Padova, basilica del Santo Padova.
                                     

8.4. San Francesco nellarte Nel cinema e nella televisione

San Francesco ha ispirato numerosi registi:

  • 1961: film Francesco dAssisi, regia di Michael Curtiz.
  • 2011: cortometraggio Walking with Francis, regia di Jeremy Culver.
  • 2014: miniserie TV 2 puntate Francesco, regia di Liliana Cavani.
  • 2007: miniserie TV 2 puntate Chiara e Francesco, regia di Fabrizio Costa.
  • 1950: film Francesco, giullare di Dio, regia di Roberto Rossellini.
  • 2016: film Il sogno di Francesco, regia di Renaud Fely e Arnaud Louvet.
  • 1966: sceneggiato televisivo Francesco dAssisi, regia di Liliana Cavani.
  • 1911: film muto Il poverello di Assisi, regia di Enrico Guazzoni.
  • 2002: miniserie TV Francesco, regia di Michele Soavi.
  • 1927: film muto Frate Francesco, regia di Giulio Antamoro.
  • 1972: film Fratello sole, sorella luna, regia di Franco Zeffirelli.
  • 1918: film muto Frate Sole, regia di Ugo Falena e Mario Corsi
  • 1989: film Francesco, regia di Liliana Cavani. Il film è stato proiettato in una mostra organizzata a Monreale Pa da Ivan Scinardo dal titolo Francesco nel cinema.
                                     

8.5. San Francesco nellarte Nella musica classica

  • 1975-1983: opera Saint François dAssise, di Olivier Messiaen.
  • 1924: Le Laudi di San Francesco dAssisi. Der Sonnengesang des heiligen Franziskus von Assisi Cantico delle Creature per Coro, Soli, Voci di ragazzi, Organo ed Orchestra, Op. 25, di Hermann Suter.
  • 1863: Leggenda N°1 San Francesco dAssisi: la predicazione agli uccelli S.175/1 per pianoforte, Franz Liszt Raiding 1811- Bayreuth 1886
  • 1880: Preludio per il Cantico del Sol di San Francesco dAssisi S.499a per pianoforte o organo, Franz Liszt Raiding 1811- Bayreuth 1886
  • 1881: Cantico del Sol di San Francesco dAssisi S.499, trascrizione per pianoforte, Franz Liszt Raiding 1811- Bayreuth 1886
  • 1974: Cantico del Sole, per coro polifonico a cappella, di William Walton.
  • 1880: Cantico del Sol di San Francesco dAssisi S.4 per Orchestra, Organo, Coro Maschile e Baritono solista in 2 versioni, Franz Liszt Raiding 1811- Bayreuth 1886
                                     

8.6. San Francesco nellarte Nei musical

  • 1981: Forza Venite Gente, di Michele Paulicelli.
  • 2004: Chiara di Dio, di Carlo Tedeschi
                                     

8.7. San Francesco nellarte Nelle canzoni

  • 2010: San Francesco brano dei Baustelle, tratto dallalbum I mistici dellOccidente.
  • 1987 Cantico delle creature, per coro a cappella, di Peter Eben
  • 2004: La lauda di Francesco, spettacolo tratto dallalbum linfinitamente piccolo. Musiche di Angelo Branduardi, coreografia di Alberta Palmisano.
  • 2004: Francesco, brano di Mango, tratto dallalbum Ti porto in Africa.
  • 1989: San Francesco dallalbum musicale Così. di Paolo Spoladore.
  • 2015: Dio, brano di Francesco Trocchia per coro femminile e pianoforte - testo di Alda Merini da Francesco 2007
  • 2006: opera lirica Francesco dAssisi, composta da Orio Odori su libretto di Daniele Bacci.
  • 2015: Risonanze di un testo di Alda Merini, brano di Francesco Trocchia per tromba, corno, trombone e pianoforte
  • 2016: Fami cantar lamor di la beata, brano di Francesco Trocchia per coro femminile o voci bianche a cappella
  • 2009: opera popolare contemporanea San Francesco dAssisi, per pianoforte, orchestra e voci recitanti composta da Tiziano Albanese su testi di San Francesco, Dante, Tommaso da Celano.
  • 1981: musical Forza venite gente, di Michele Paulicelli.
  • 2000: album musicale Linfinitamente piccolo di Angelo Branduardi in occasione del Giubileo.
  • 2016: Sia Laudato San Francesco, brano di Francesco Trocchia per coro femminile o voci bianche a cappella
  • 1970: San Francesco, dallalbum Larca di Noè di Sergio Endrigo Fonit Cetra, LPX 5/6; registrato dal vivo.
  • 2001: Altissimo dallalbum musicale Unanima di Paolo Spoladore.
  • 1990: Cantico, dallalbum musicale In ogni senso di Eros Ramazzotti.
  • 1972: Fratello Sole, sorella Luna colonna sonora composta da Riz Ortolani, interpretata da Claudio Baglioni nella versione italiana e da Donovan nella versione inglese col titolo "Brother sun, sister moon" per lomonimo film di Franco Zeffirelli.

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