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ⓘ Eutanasia e religioni




                                     

ⓘ Eutanasia e religioni

Diverse religioni e comunità religiose hanno preso una posizione più o meno precisa nei confronti delleutanasia, seguendo direzioni non certo uniformi bensì diversificate e talora diametralmente opposte. Tuttavia le comunità religiose non strettamente sottoposte ad imposizioni gerarchiche non hanno un punto di vista compatto e uniforme nei confronti dellargomento.

                                     

1.1. Cristianesimo Chiese Riformate

Non essendo le posizioni etiche uniformi, ma più che altro frutto di una sintesi tra le sensibilità delle varie comunità e della maggior vicinanza dei pastori con il tessuto sociale in cui la comunità vive e opera, in altre confessioni cristiane il dibattito sulleutanasia è più ampio. Ad esempio, nel caso dei Valdesi, il Sinodo si è pronunciato favorevolmente alla pratica delleutanasia per combattere linutile sofferenza e anche singoli pastori non mostrano, di principio, pregiudiziali alladozione di misure a tutela della dignità dei malati. Afferma il pastore valdese prof. Ermanno Genre peraltro in piena polemica con le posizioni della gerarchia cattolica, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma: "…La legge approvata in Olanda merita di essere conosciuta prima che "scomunicata": è una legge che tutela il diritto del cittadino, per evitare che altri decidano per lui … È semplicemente vergognosa loperazione vaticana che tende a screditare una nazione che in fatto di diritti umani e di dignità della persona non ha proprio nulla da imparare né dal Vaticano né dallItalia".

Nel marzo 2006 il prof. Sergio Rostagno, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola Valdese, dichiarò: "Leutanasia non è un attentato alla vita umana, ma una norma che vuole indicare come si può morire con dignità. Ci batteremo perché venga introdotta in Italia". Riguardo allincidente diplomatico con i Paesi Bassi causato da dichiarazioni espresse da Carlo Giovanardi allepoca sottosegretario alla presidenza del consiglio, Rostagno aggiunse che, al contrario, la legge olandese era stata ben valutata dai Valdesi al momento della sua promulgazione, pur con tutti i suoi limiti.

Recentemente, anche nella Chiesa dInghilterra è iniziata una discussione non pregiudizialmente ostile alla pratica delleutanasia: il primo a sollevare il tema è stato, nel novembre 2006, il reverendo Tom Butler, vescovo di Southwark, che ha sostenuto la giustezza della sospensione delle cure "in alcune circostanze" anche se si sa che esse porteranno alla morte. La discussione sullargomento seguiva di poco la presa di posizione della Reale associazione degli ostetrici e ginecologi britannici, che aveva proposto leutanasìa infantile - anche attiva - per casi di gravissime invalidità neonatali che hanno come unico sbocco una vita vegetativa.

                                     

1.2. Cristianesimo Chiesa Ortodossa

La Chiesa ortodossa condanna l’eutanasia come peccato mortale

                                     

2. Buddhismo

Ci sono diverse visioni del problema delleutanasia tra i buddisti. In generale vi è una posizione di netto rifiuto delle pratiche eutanasiche, ma non mancano le correnti di pensiero volte ad accettare possibili eccezioni in alcuni casi particolari.

Nel buddismo Theravada ogni upasaka credente buddista laico recita quotidianamente questa formula: "Io mi rifiuto di distruggere esseri viventi." Tuttavia per gli ordini monastici buddisti le regole sono più esplicite, come si può notare dal testo che segue: "Nessun monaco bhikkhu dovrebbe intenzionalmente privare ogni uomo della sua vita, o cercare un assassino per questi, o pregare per la sua morte, o incitarlo a morire."

Il Dalai Lama è stato citato dall Agence France-Presse il 18 settembre 1996 in un articolo intitolato Il Dalai Lama riconsidera leutanasia per le circostanze eccezionali riguardo alle sue posizioni sulleutanasia:

Alla domanda sulla sua opinione sulleutanasia, il Dalai Lama ha detto che i buddisti credono che ogni vita sia preziosa e nessuna più della vita umana, aggiungendo: "Penso sia meglio evitarla" leutanasia. "Ma allo stesso tempo penso che come per laborto, che è considerato dal buddismo come un atto di omicidio il metodo buddista consiste nel giudicare il giusto e lerrore o i vantaggi e gli svantaggi." Ha poi citato il caso di una persona in coma senza possibilità di recupero e altri casi eccezionali riguardo ai quali si è espresso in tal modo: "Questi sono, io parlo dal punto di vista buddista, casi eccezionali" quindi "è meglio giudicare sulle basi di ogni caso, singolarmente".

Il 9 febbraio 2009 il Dalai Lama, in visita a Roma per ricevere la cittadinanza onoraria e intervistato sul concomitante caso di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 17 anni, ha ribadito le sue convinzioni sullargomento:

Leutanasia "dovremmo evitarla, ma in casi particolari si potrebbero fare delle eccezioni". Su Eluana: "Se veramente non cè alcuna possibilità di guarigione, mantenere quello status è molto costoso le famiglie soffrono, allora si potrebbe agire. In generale se pure una persona non cammina più, ma il suo corpo e il suo cervello sono ancora presenti, allora è meglio tenere una persona in vita, ma si possono fare eccezioni". Le cure vanno fermate se non vi è "la possibilità di recuperare la coscienza le funzioni mentali". Nel buddismo, "nei casi di male incurabile cè una pratica che consente labbandono della coscienza dal corpo"; negli altri casi "anche noi parliamo di suicidio".

Il buddhismo Nichiren, specialmente quello della Soka Gakkai, ha invece unattitudine più permissiva ne confronti delleutanasia e del suicidio.



                                     

3. Ebraismo

Lebraismo è parzialmente diviso sul tema delleutanasia. In genere i teorici dellebraismo ortodosso si oppongono alleutanasia, spesso in modo vigoroso, anche se alcuni dimostrano una certa comprensione per leutanasia passiva in circostanze limitate. Allinterno dellebraismo conservativo e riformato, invece, cè un sostegno abbastanza diffuso per leutanasia passiva.

                                     

4. Induismo

Linduismo rispetta fortemente la vita umana, ed è in genere contrario alleutanasia, ma lascia comunque libertà di coscienza. Considera invece il suicidio, cui è contrario in assoluto, un atto che causa impedimento alla liberazione finale, aumentando il "Karma" negativo individuale.

                                     

5. Islam

LIslam vieta categoricamente tutte le forme di suicidio e tutte le azioni che possano agevolare il suicidio di qualcun altro. È inoltre vietato per un musulmano pianificare la propria morte per il futuro ma è possibile rifiutare terapie curative.