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ⓘ Joseph Hilarius Eckhel




Joseph Hilarius Eckhel
                                     

ⓘ Joseph Hilarius Eckhel

Nacque ad Enzesfeld, una piccola città della Bassa Austria dove il padre era amministratore del principe di Montecuccoli, un nobile austriaco di origine italiana. Formatosi presso i Gesuiti, entrò nel loro ordine nel 1764 e intraprese presso di loro lattività di docente, dapprima come insegnante al ginnasio gesuita di Vienna.

Eckhel ha raccontato nel suo libro Numi veteres anecdoti come cominciò ad interessarsi al Gabinetto numismatico che allora era diretto da un altro gesuita, Joseph Khell. A seguito di una malattia che lo aveva reso inabile allinsegnamento, cominciò a dedicarsi esclusivamente agli studi numismatici. Fu inviato dal suo ordine in Italia ed a Firenze ottenne lincarico di studiare ed organizzare il Tesoro numismatico del Gran Duca di Toscana, Pietro Leopoldo.

Tornato a Vienna divenne il direttore della sezione antica del Gabinetto numismatico imperiale. In seguito, nel 1775 divenne direttore dellintero Gabinetto. Nello stesso anno fu nominato professore alla cattedra di Antichità e di Scienze ausiliarie della Storia alluniversità viennese. Durante lo stesso anno apparse la sua prima pubblicazione numismatica.

Eckhel è considerato il fondatore della numismatica come scienza. Aveva organizzato la collezione di cui era responsabile secondo nuovi criteri, e non più nellordine alfabetico come si era fatto in precedenza. Divise la numismatica antica in due dipartimenti: quello delle monete greche, dove si trovavano le monete coniate da tutte le città escluso Roma, e quello delle monete romane, dove si trovavano le monete emesse sotto lautorità di Roma.

Eckhel usò questa nuova organizzazione del materiale numismatico per la stesura del nuovo catalogo della collezione imperiale Catalogus Musei Cæsarei Vindobonensis.

Per le monete "greche" scelse una suddivisione di tipo geografico, dalla penisola iberica procedendo verso est fino allAsia minore e proseguendo poi per lAfrica verso ovest, facendo così il giro del Mediterraneo.

Per le monete Romane prima pose le monete fuse, poi le monete repubblicane anonime, quindi le altre monete repubblicane divise per famiglia ed infine le monete imperiali in ordine cronologico.

Questa organizzazione è tuttora quella più usata dai numismatici nello studio della numismatica classica.

                                     

1. Opere

  • Numi veteres anecdoti, Vienna 1775, 2 vol.
  • Lezioni elementari di Numismatica antica, Roma 1808, traduzione italiana del precedente
  • Doctrina numorum veterum, Vienna 1792-98, 8 vol. in 4°, la sua opera più importante
  • Addenda, Vienna 1826, pubblicati dai suoi manoscritti a cura del suo successore, Anton von Steinbüchel
  • Kurzgefasste Anfangsgründe zur alten Numismatik, Vienna 1786 2ª ed., 1807. Un manuale scritto su ordine di Giuseppe II, tradotto in latino, francese e italiano
  • Sylloge II numorum veterum anecdotorum thesauri caesarei, Vienna 1786
  • Catalogus Musei Cæsarei Vindobonensis numorum veterum, Vienna 1779, 2 vol.
  • Descriptio numorum Antiochiae Syriae, Vienna 1786
                                     

2. Opere in rete

  • Doctrina numorum veterum, V, Vienna, 1828².
  • Doctrina numorum veterum, III, Vienna, 1838².
  • Doctrina numorum veterum, VI, Vienna, 1828².
  • Doctrina numorum veterum, I, Vienna, 1792.
  • Doctrina numorum veterum, IV, Vienna, 1838².
  • Doctrina numorum veterum, II, Vienna, 1839².
  • Doctrina numorum veterum, VIII, Vienna, 1828².
  • Lezioni elementari di numismatica antica, su Wikisource
  • Doctrina numorum veterum, VII, Vienna, 1828².