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ⓘ Medicina indiana




Medicina indiana
                                     

ⓘ Medicina indiana

La medicina indiana vive tre fasi distinte: è prima magica, poi sacerdotale per diventare poi dominio di pratici esperti.

Tremila anni prima di Cristo, nella valle dellIndo, a sud dellAsia, nel continente indiano sorse una società urbana con alcune similitudini con la civiltà sumera della città stato. Come avvenne tra i sumeri, anche nella cultura dellIndo fu sviluppato un sistema di scrittura, che permise di perpetuare ed aumentare le conoscenze, generazione dopo generazione.

Circa 1500 anni prima di Cristo cominciarono ad essere redatti i Veda, testi sacri nei quali si compendia la sapienza induista. NellAyurveda si compilò il sistema vedico della medicina nato 1500 anni prima, che vedeva la salute come larmonia allinterno del corpo, della mente e dello spirito. I due testi più famosi di questo sistema, appartennero alla scuola di Charaka e Sushruta. Secondo la Charaka, né la salute, né la malattia sono predeterminate, e la vita può essere allungata con poco sforzo. Daltra parte la Sushruta comprende la medicina come lunione di tecniche utili per curare le malattie, proteggere la salute ed allungare la vita.

LAyurveda comprende otto discipline differenti:

  • rasayana scienza del ringiovanimento,
  • shalakyachikitsa otorinolaringoiatria,
  • shalyachikitsa chirurgia e anatomia,
  • agada tantra tossicologia,
  • kayachikitsa medicina interna,
  • bhutavidya psichiatria,
  • kaumarabhritya pediatria,
  • vajikarana scienza della fertilità.

Prima di apprendere le suddette otto discipline, lAyurveda esigeva il riconoscimento delle 10 arti indispensabili per la preparazione e la applicazione delle medicine, ovvero:

  • distillazione,
  • orticultura,
  • cucina,
  • composizione dei metalli,
  • farmacia,
  • manifattura dello zucchero,
  • preparazione degli alcale.
  • analisi e separazione dei metalli,
  • abilità operative,
  • metallurgia,

Determinate conoscenze venivano impartite durante listruzione nelle materie cliniche più importanti. Per esempio linsegnamento di anatomia era parte di quello di chirurgia, lapprendimento dellembriologia era parte di quello di pediatria ed ostetricia, e la conoscenza della fisiologiae della patologia era parte delle materie cliniche.

Alla fine della iniziazione il guru si rivolgeva in modo solenne ai suoi studenti per incamminarli in una vita di castità, onestà e vegetarianismo. Si sperava dallo studioso che si sarebbe dedicato nel corpo e nellanima ai malati, che non avrebbe utilizzato alcun paziente a proprio beneficio, che si sarebbe vestito in modo modesto e che avrebbe evitato di darsi al bere, che avrebbe avuto autocontrollo e moderazione nelle parole, e che costantemente si sarebbe sforzato di migliorare le sue conoscenze le sue abilità tecniche, che sarebbe stato amabile e modesto in casa dellinfermo, prestando massima attenzione al paziente, che non avrebbe diffuso dati sul paziente e la sua famiglia, prestando massima dedizione al paziente. Questi precetti sono molto simili a quelli del Giuramento di Ippocrate.

Si stima che la durata della formazione fosse di circa 7 anni. Prima della laurea lo studente doveva superare un esame. Anche così il medico non doveva interrompere di formarsi con i testi, le osservazioni dirette pratyaksha e la inferenza anumana.

Inoltre i vaidyas effettuavano riunioni periodiche dove ognuno scambiava le proprie esperienze. Tutto questo senza sottovalutare altri rimedi atipici come quelli che provenivano dal popolo delle montagne e foreste, o pastori.

La conoscenza segue il modello cosmico-religioso unificante caratteristico di questa cultura: 360 ossa sono descritte come i giorni dellanno, e come le pietre che dovrebbero stare sullaltare del sacrificio. Tutto è stato collegato e interconnesso, come nella medicina tradizionale cinese. Venivano anche individuati una serie di elementi che componevano luniverso equilibrato. Esistono parallelismi anche con lOvest: ad esempio la condivisione con la medicina greca della teoria degli umori, or Dosh: il vento conformava prâna, o alito di vita; fuoco, la bile Pitt; e acqua costituiva il muco Kapha. Le varie combinazioni tra di essi hanno dato origine ai vari tessuti e fluidi del corpo umano le alterazioni del suo naturale equilibrio hanno dato luogo alla teoria del tridosha i tre umori della malattia

La teoria ha una costruzione sistematica, dove ogni concetto patologico ha il suo posto; le patologie sono considerate essenzialmente umorali: la malattia è praticamente un rapporto anormale fra i tre elementi vento, bile e flemma. Larte della prognosi è molto evoluta le prescrizioni hanno come base la dietetica con luso di cereali e leguminose; fondamentali sono le regole igieniche severissime: dai lavacri dopo il pasto, alle norme igieniche per la donna, alla cremazione dei morti. La chirurgia è molto evoluta, come daltronde gli esercizi spirituali e lattività fisica yoga.

I libri medici indiani sono enciclopedie preziose e tutto il sapere medico antico è fedelmente conservato: Sushruta è un testo considerato già antico del V secolo ed è tuttora studiato.