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ⓘ Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria




Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
                                     

ⓘ Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria

Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria è stato un partito politico italiano attivo fra il 1964 e il 1972, nato da una scissione della corrente di sinistra interna del Partito Socialista Italiano, contraria allinterruzione della linea politica frontista nei confronti del Partito Comunista Italiano.

                                     

1. Precedenti della denominazione

La denominazione di Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria era stata in precedenza assunta dal Partito Socialista Italiano PSI nel 1943, a seguito della fusione con il Movimento di Unità Proletaria per la Repubblica Socialista di Lelio Basso e lUnione Popolare Italiana UPI. Il partito mantenne questa denominazione sino al 1947, quando riacquistò la dicitura PSI per evitare che se ne appropriasse il nuovo partito fondato da Giuseppe Saragat PSDI.

                                     

2.1. Storia Prodromi della scissione

Dalla fine degli anni cinquanta, e in particolare dalla rivoluzione ungherese del 1956, i rapporti del PSI con il PCI si erano raffreddati. Allinterno del PSI vi era una corrente favorevole a mantenere lunità dazione con il PCI gli appartenenti a questa corrente erano soprannominati malignamente "carristi", in quanto presunti sostenitori dei carri armati sovietici che stroncarono la rivoluzione ungherese mentre gli "autonomisti" sostenevano una maggiore autonomia dal PCI e quindi un avvicinamento allarea governativa.

Nel 1963, in occasione del voto di fiducia al Governo Moro I, che fu il primo dal 1947 ad avere ministri del PSI e formato, oltre che dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista Italiano, dal Partito Socialista Democratico Italiano e dal Partito Repubblicano Italiano, gli aderenti alla corrente di sinistra che non votarono la fiducia al primo governo di centro-sinistra organico furono sospesi dal partito. Vi furono vari tentativi di composizione, ma ebbero tutti esito negativo.

                                     

2.2. Storia La fondazione

Nei giorni sabato 11 e domenica 12 gennaio 1964 al Palazzo dei Congressi dellEur si tenne unassemblea della corrente di sinistra del PSI, guidata da Tullio Vecchietti. Il giorno 11 Vecchietti pronunciò un discorso politico riassumendo la situazione. Dopo due giorni di dibattito, il 12 gennaio fu proclamata la scissione dal PSI, e la nascita di un nuovo partito, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, PSIUP, di cui divenne segretario lo stesso Vecchietti.

                                     

2.3. Storia Adesioni al nuovo partito

Aderirono allo PSIUP quei militanti socialisti che erano contrari alla collaborazione diretta del PSI, con propri ministri, al primo governo di centro-sinistra, preferendo invece un accordo per unalleanza di sinistra con il Partito Comunista Italiano allopposizione del governo a partecipazione socialista.

La maggior parte degli aderenti alla corrente di sinistra del PSI, i cosiddetti "carristi" aderirono al nuovo partito.

Aderenti, membri dei gruppi parlamentari: Deputati

  • Alcide Malagugini, deputato eletto nel collegio Milano - Pavia.
  • Vittorio Foa, deputato eletto nel collegio Torino - Novara- Vercelli.
  • Francesco Cacciatore, deputato, eletto nel collegio di Benevento - Avellino - Salerno.
  • Lelio Basso, deputato, eletto nel collegio di Milano - Pavia.
  • Giuseppe Avolio, deputato, eletto nel collegio Napoli - Caserta.
  • Dario Valori, deputato, eletto nel collegio di Perugia - Terni - Rieti.
  • Vincenzo Gatto, deputato eletto nel collegio di Catania - Messina - Siracusa - Ragusa - Enna
  • Lucio Mario Luzzatto, deputato eletto nel collegio Venezia - Treviso.

Senatori

  • Vincenzo Milillo, senatore eletto in Abruzzo e Molise.
  • Fernando Schiavetti, senatore eletto nelle Marche.
  • Giuseppe Roda, senatore eletto in Lombardia nella circoscrizione Milano VI.
  • Emilio Lussu, senatore eletto in Sardegna nella circoscrizione di Iglesias.

In totale, furono 24 i deputati e 10 i senatori che lasciarono il PSI per aderire alla nuova formazione, permettendo la formazione di gruppi parlamentari autonomi in entrambe le camere.

Tra gli altri esponenti vi furono inoltre Lucio Libertini, Mario Albano, oltre ai toscani Silvano Miniati, Guido Biondi, Aristeo Biancolini, Daniele Protti, Dante Rossi, al calabrese Mario Brunetti, al piemontese Pino Ferraris, e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi. Un altro celebre personaggio che aderì nel 1965 al PSIUP fu Peppino Impastato.

Non tutti i principali esponenti della corrente di sinistra aderirono al nuovo partito; rimasero nel PSI vari deputati tra cui Luigi Bertoldi e senatori, e il segretario della federazione giovanile socialista, Vincenzo Balzamo.



                                     

2.4. Storia Dalla fondazione al 1972

Lo PSIUP riporta un buon risultato alle elezioni politiche del 1968, ottenendo 23 seggi alla Camera dei Deputati, in occasione delle quali riesce a raccogliere i consensi della contestazione studentesca; mentre alle elezioni del 1972 non ottiene il quorum in nessuna circoscrizione e non elegge alcun rappresentante alla Camera dei deputati. A tale proposito circolava allepoca una battuta di Mario Albano segretario nazionale della Commissione Esteri nel PdUP, che alludeva alla scarsa longevità politica del partito e che interpretava ironicamente la sigla PSIUP come "Partito Scomparso In Un Pomeriggio".

                                     

2.5. Storia Lo scioglimento

Il 13 luglio 1972 il IV congresso dello PSIUP delibera lo scioglimento del partito e la contestuale confluenza nel Partito Comunista Italiano: la maggioranza dei suoi esponenti il 67%, tra cui Libertini, Valori e Vecchietti, ricomincerà la propria attività politica nel PCI.

Tuttavia alcuni settori del partito furono contrari alla confluenza fra i comunisti:

  • Una minoranza riformista il 9%, rappresentata da Giuseppe Avolio, Nicola Corretto e Vincenzo Gatto, ritornò nel Partito Socialista Italiano. In questo gruppo sinserirono due senatori socialunionisti Nicola Corretto e Vincenzo Gatto.
  • Una minoranza di sinistra il 23.8%, guidata da Vittorio Foa e Silvano Miniati, si dichiarerà per la continuità del partito fondando nel luglio del 1972 il Nuovo PSIUP, insieme a Guido Biondi, Mario Brunetti, Aristeo Biancolini, Mario Albano, Pino Ferraris e Daniele Protti. Al Nuovo PSIUP aderirono i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi e anche il senatore Dante Rossi, che era stato eletto nel 1972 nella lista unitaria PCI-PSIUP e che fu uno dei tre senatori a non accettare di confluire nel PCI. Un particolare ruolo nella fondazione del Nuovo PSIUP fu svolto dalla Federazione Provinciale dello PSIUP di Firenze, che riuscì ad attrarre anche alcune componenti delle sinistra extraparlamentare, come, per esempio, una parte consistente del gruppo dirigente del Centro di documentazione di Firenze. Il Nuovo PSIUP pubblicò la rivista "Unità Proletaria", con cadenza quindicinale. Nel dicembre del 1972 assieme ad Alternativa Socialista, la ex-componente di sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori guidata da Giovanni Russo Spena, Domenico Jervolino, Gian Giacomo Migone, Vittorio Bellavite e altri, costituisce il Partito di Unità Proletaria PdUP.


                                     

3. Organigramma del partito

Segretari

  • Dario Valori ottobre 1971 - luglio 1972
  • Tullio Vecchietti gennaio 1964 - settembre 1971

Capigruppo

Capogruppo alla Camera: Lucio Mario Luzzatto.

Capogruppo al Senato: Fernando Schiavetti.