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ⓘ Fuoristrada




Fuoristrada
                                     

ⓘ Fuoristrada

I fuoristrada sono veicoli a motore dotati di particolari caratteristiche che li rendono adatti a muoversi oltre che sulle strade asfaltate, come i normali veicoli, anche al di fuori di esse, su fondi accidentati, a forte pendenza e a scarsa aderenza. Le possibili tipologie di fondo presenti lungo percorsi fuori strada sono: sterrato, ghiaioso, erboso, sabbioso, fangoso, roccioso, innevato, ghiacciato, guado. La capacità di affrontare ogni genere di fondo rende i veicoli fuoristrada in grado di raggiungere luoghi altrimenti preclusi ai veicoli convenzionali, risultando così estremamente versatili, tanto da aver trovato svariate applicazioni in campo civile, militare e professionale, oltre che per usi privati e ricreativi. Comunemente col termine fuoristrada si intendono specifiche autovetture, ma il termine è riferibile anche a particolari autocarri, motocicli e quad.

                                     

1. Aspetti tecnici

Le dotazioni tecniche specifiche per fuoristrada con quattro ruote motrici su due assi da cui la sigla "4x4", ma applicabili analogamente anche su mezzi con più ruote motrici su più assi, sono:

  • Pneumatici tassellati e rinforzati: per una miglior aderenza, dispongono di battistrada tassellato o semitassellato, meno performante ma con minore disturbo acustico al rotolamento, ossia con scolpitura simmetrica profonda e con scanalature longitudinali discontinue; per una maggiore robustezza, sono rinforzati con strati radiali di fili dacciaio e con ispessimenti laterali della gommatura; per un maggiore assorbimento, hanno la spalla alta ; per una maggiore fruibilità, offrono mescole e lamellature tali da poter essere marchiati "M+S" Mud & Snow; discorso a parte per lampiezza del battistrada: meglio ridotta per fondi cedevoli come il fango, meglio maggiorata per fondi compatti come la sabbia. Gli pneumatici per fuoristrada, inoltre, spesso riportano stampigliate sul fianco sigle indicative dellimpiego, come "AT" All-Terrain, "MT" Mud-Terrain, etc.
  • Barra stabilizzatrice sbloccabile: lo sblocco della barra stabilizzatrice o barra antirollio anteriore o posteriore, in genere attuabile tramite pulsante, incrementa larticolazione delle ruote del relativo asse massimizzandone la capacità di adattarsi alle asperità del terreno ma, poiché tende a destabilizzare il veicolo per eccessivo rollio, questo dispositivo è previsto solo su uno dei due assi e utilizzabile solo alle bassissime velocità, motivo per cui spesso il ripristino sopra certe soglie velocistiche avviene automaticamente.
  • Trazione integrale: permanente o full-time, o all-wheel-drive siglata "AWD" oppure inseribile o part-time, o four-wheel-drive siglata "4WD", rende motrici tutte le ruote per una maggiore presa sul suolo e una migliore motricità del veicolo.
  • Differenziali bloccabili: ad attivazione manuale o automatica, sono collocati sugli assi anteriore e posteriore imponendo alle rispettive ruote la stessa rotazione, evitano che lo slittamento o il sollevamento di una fermi laltra, e centrale fra i due assi imponendo a entrambi gli assi la stessa rotazione, evita che lo slittamento o il sollevamento di una ruota fermi tutte le altre. Il bloccaggio fondamentale è quindi quello centrale, seguono per importanza quello posteriore e infine quello anteriore. Tutti contribuiscono allavanzamento su fondi eterogenei, alluscita da condizioni di twist cioè in bilico e allincremento della trazione in curva. Nella marcia su strade asfaltate specie se asciutte tutti i differenziali devono essere liberi cioè sbloccati per non forzare la meccanica del veicolo e, nel caso di trazione integrale inseribile priva di differenziale centrale, poiché il giunto dellalbero che viene connesso funge anche da blocco centrale, deve essere disinserita pure la trazione integrale.
  • Sospensioni ad ampia escursione: ammortizzatori con una considerevole escursione permettono alle ruote di mantenere meglio il contatto col suolo seguendone le irregolarità, e vengono abbinati a molle elicoidali morbide per meglio smorzare contraccolpi altrimenti eccessivi per telaio ed equipaggio oppure a balestre semiellittiche rigide per meglio sopportare il trasporto di grandi carichi come nel caso dei pick-up.
  • Cambio con riduttore: il riduttore, ad inserimento meccanico leva corta del cambio o elettrico con pulsante o manopola, demoltiplica i rapporti cosiddette marce ridotte moltiplicando la coppia motrice generalmente fra 2 e 4 volte e così evita sovraccarichi agli organi di trasmissione, permette il superamento di tratti a forte pendenza, amplifica leffetto di freno motore su pendii scoscesi, e contiene i consumi di carburante entro limiti di accettabile autonomia. Alternativa ben più economica, ma assai meno efficace, del riduttore è una prima marcia molto corta chiamata gergalmente "primino", soluzione spesso adottata sui SUV a vocazione fuoristradistica.
  • Sistema antiarretramento: dispositivo elettronico agente sul sistema frenante in maniera tale da impedire al veicolo di indietreggiare pericolosamente durante le ripartenze su salite ripide, particolarmente apprezzabile in presenza di cambio manuale per sopperire allintervallo di tempo necessario allo stacco frizione-acceleratore.
  • Barra Panhard: ancorando gli assali al telaio in punti opposti, attutisce gli scuotimenti trasversali altrimenti trasmessi direttamente in abitacolo.
  • Ammortizzatore di sterzo: ammortizzatore finalizzato a ridurre le sollecitazioni trasmesse dalle ruote sterzanti al piantone dello sterzo, a disturbo del conducente, nella guida su suoli fortemente irregolari.
  • Telaio a longheroni e traverse: separato quando imbullonato al corpo vettura o integrato quando saldato al corpo vettura, la sua struttura scatolare cioè a sezione cava rettangolare offre al veicolo notevole rigidezza flessionale e torsionale, opponendosi alle forti sollecitazioni generate dalla guida su fondi molto sconnessi che tenderebbero a deformare una normale carrozzeria autoportante cosiddetta monoscocca.
  • Assali rigidi: a ponte quando posizionati in linea coi mozzi delle ruote o a portale quando posizionati sopra la linea dei mozzi delle ruote, rispetto ai sistemi a ruote indipendenti offrono maggiore robustezza e grande articolazione, per contro scarsa maneggevolezza e minor comfort, perché presentano maggiori masse non sospese.
  • Scarico flottante: il tubo di scarico del motore viene appeso al sottoscocca tramite giunzioni gommate ovoidali, affinché possa flottare in ogni direzione per assecondare eventuali contrasti con pietre o tronchi altrimenti lesivi o deformanti, mentre il terminale è solitamente ricurvo verso il basso per ostacolare lingresso di acqua che tenderebbe a occludere la marmitta durante un guado.
  • Tappi di drenaggio: a copertura di specifici fori sul fondo dellabitacolo, per far defluire leventuale acqua incamerata durante un guado.
  • Impianto elettrico impermeabile: tutti i principali componenti dellimpianto elettrico vengono, per quanto possibile, impermeabilizzati e alloggiati negli spazi più elevati del vano motore, al riparo dallacqua che vi potrebbe risalire durante un guado.
  • Presa daria sopraelevata: ponendo il punto di presa dellaria per il motore in posizione elevata e protetta, tramite il prolungamento del relativo condotto fino sopra al cofano presa a tasca o fino sopra al tetto snorkel, impedisce o comunque ostacola nel condotto daspirazione lingresso accidentale di acqua in caso di attraversamenti a guado, o di detriti in caso di ambienti polverosi o desertici.

Le caratteristiche di un fuoristrada sono:

  • Profondità di guado: è la massima profondità dellacqua guadabile dal veicolo senza rischio di infiltrazioni/danni. Generalmente corrisponde allaltezza delle ruote o di elementi sensibili come la presa daria, la batteria, la centralina, etc.
  • Angolo di uscita: è langolo fra la linea del suolo e la tangente ruota posteriore - paraurti posteriore. Dipende, quindi, dallo sbalzo posteriore del veicolo, che deve essere il minore possibile. È utile che uguagli langolo di attacco, ma inutile che sia maggiore della pendenza superabile.
  • Pendenza massima superabile: è la massima pendenza longitudinale percorribile dal veicolo senza perdita di aderenza o di equilibrio per ribaltamento frontale/tergale. Dipende, quindi, dal baricentro del veicolo: minore è la sua quota dal suolo, maggiore risulta la pendenza superabile, ma unaltezza da terra ridotta espone ad un maggior rischio di danneggiare il sottoscocca.
  • Altezza da terra: è laltezza libera minima del sottoscocca, solitamente la distanza fra il suolo e il punto inferiore del differenziale più basso. Dipende, quindi, dallaltezza delle ruote e dal tipo di assali del veicolo. Maggiore è laltezza da terra, minore è il rischio di danneggiare il sottoscocca del veicolo, ma minore risulta anche la pendenza superabile.
  • Angolo di dosso: è langolo massimo superabile dato dalla differenza dinclinazione di due rampe consecutive in salita - discesa a spigolo vivo. Dipende, quindi, dal passo del veicolo, che deve essere il minore possibile, da cui la superiore mobilità dei fuoristrada in versione 3 porte.
  • Inclinazione laterale massima: è la massima inclinazione trasversale assumibile dal veicolo senza perdita di aderenza o di equilibrio per ribaltamento laterale. Dipende, quindi, dalla carreggiata del veicolo: maggiore è la sua ampiezza, maggiore risulta linclinazione ammissibile, ma al contempo si riduce lattraversabilità di percorsi con vegetazione invasiva e passaggi angusti.
  • Diametro di sterzata: è il diametro del cerchio minimo entro cui il veicolo è in grado di curvare senza manovre correttive, indicativo della sua attitudine a districarsi in passaggi tortuosi e a percorrere tornanti stretti, da cui nuovamente la superiore mobilità dei fuoristrada a passo corto ma anche dotati di sterzo con molti giri disponibili.
  • Angolo di attacco: è langolo fra la linea del suolo e la tangente ruota anteriore - paraurti anteriore. Dipende, quindi, dallo sbalzo anteriore del veicolo, che deve essere il minore possibile. È utile che uguagli langolo di uscita, ma inutile che sia maggiore della pendenza superabile.

Gli accessori specifici per fuoristrada sono:

  • Termometro per il monitoraggio della temperatura esterna
  • Scaletta ancorata sul posteriore per raggiungere il portapacchi
  • Taniche per una superiore autonomia di viaggio in zone poco servite.
  • Badile per migliorare manualmente il fondo con sistemazioni fortuite
  • Piastre
  • Bussola per il monitoraggio e controllo della direzione
  • Parafanghi per la raccolta di schizzi di fango, pietrisco e detriti
  • Rampe di ausilio per ripartenze da insabbiamenti/impantanamenti
  • Binda strumento per il sollevamento del veicolo qualora bloccato
  • Bull bar
  • Distanziali dischi per un moderato allargamento della carreggiata
  • Ruote di scorta
  • Fettucce o fasce o strops corde appiattite concepite per il traino
  • Radio CB per comunicazioni radio fra equipaggi marcianti in convoglio
  • Verricello anteriore e posteriore per lautorecupero o per recuperi altrui
  • Inclinometri per il controllo della pendenza e dellinclinazione
  • Altimetro per il monitoraggio delle variazioni daltitudine
  • Cantonali barre curve a protezione dei quattro angoli del veicolo
  • Roll cage un roll bar non interno allabitacolo bensì esterno
  • Parafari griglie fisse sagomate a protezione della fanaleria
  • Barometro per una stima delle condizioni meteo locali
  • Fari di profondità ad ausilio delle perlustrazioni in notturna
  • Fari di manovra ad ausilio di operazioni varie in notturna
  • Tagliarami per liberare il percorso da vegetazione invasiva robusta
  • Tergifari per la rimozione di eventuale fango depositatosi sui fari
  • Roll bar a salvaguardia dellequipaggio sulle versioni cabrio
  • Pedane poste sotto le portiere a facilitazione della salita a bordo
  • Body lift rialzo con boccole in teflon fra abitacolo e telaio, se separati
  • Grilli punti di aggancio estremamente robusti per traino e recupero
  • Compressore per la regolazione della pressione degli pneumatici
  • Paracolpi barre dritte a protezione dei due predellini del veicolo

Cè da sottolineare che la meccanica aggiuntiva rispetto ai normali veicoli e linstallazione di numerosi accessori specialistici comportano anche un aggravio in termini di peso e di dissipazioni, quindi di consumi, oltre che di costi, già dallacquisto. Inoltre, le caratteristiche geometriche ideali per i fuoristrada sono esattamente opposte a quelle delle auto sportive, pertanto penalizzanti dal punto di vista aerodinamico, altro aspetto incisivo sui consumi, sebbene più significativo alle alte velocità, campo generalmente inidoneo ai fuoristrada quindi evitato anche elettronicamente per garantirne stabilità in curva.

                                     

2. Aspetti storici

Sebbene la trazione integrale fosse già stata sperimentata su alcune autovetture come la Mitsubishi PX33 o la GAZ-61, progenitrice degli odierni fuoristrada fu la celebre Jeep Willys MB, costruita negli Stati Uniti dal 1941, durante la seconda guerra mondiale, per scopi militari di trasporto leggero. Nel secondo dopoguerra, si diffuse progressivamente limpiego privato di questo genere di veicoli, con finalità lavorative e ricreative. Modelli che hanno fatto "storia" a livello di mercato o nelle competizioni, quindi degni di nota, sono: in casa Land Rover, il Range Rover vero e proprio antesignano dei fuoristrada di lusso, mentre il Defender e il Discovery si distinsero nei memorabili Camel Trophy degli anni ottanta e novanta; il Mitsubishi Pajero, dominatore di ben 12 Rally Dakar; lIveco Massif, protagonista di massacranti spedizioni Overland; il Nissan Patrol e il Toyota Land Cruiser, diffusissimi nelle regioni più impervie del pianeta; fra quelli di diretta derivazione militare si ricordano, infine, lHummer H1, il Jeep Wrangler e il Mercedes Classe G, mentre è rimasta limitata soltanto alla realizzazione di qualche prototipo la versione civile dellIveco Lince.

                                     

3. Aspetti normativi

Sul piano normativo internazionale, specifiche direttive europee classificano "fuoristrada" sia alcuni autoveicoli della categoria internazionale M destinati al trasporto di persone, come le autovetture, sia alcuni autoveicoli della categoria internazionale N destinati al trasporto di cose, come gli autocarri.

La fruibilità dei mezzi fuoristrada, inoltre, è soggetta ad alcune limitazioni di legge. In generale, è vietata la circolazione con veicoli a motore fuori dalle strade che si trovano allinterno di parchi nazionali, aree protette e riserve naturali. Esternamente ai perimetri di tali zone tutelate, è invece prevista libertà di guida anche fuori strada, salvo ulteriori restrizioni stabilite da specifici regolamenti locali e da segnaletica in loco. Per i veicoli fuoristrada modificati o elaborati, destinati alluso agonistico, il rumore da essi prodotto è sottoposto a limiti di emissione sonora, mentre per transitare sulla viabilità pubblica devono obbligatoriamente essere muniti di regolare targa.



                                     

4. Necessità tipiche

La guida in fuoristrada necessita di soluzioni e comportamenti specifici:

  • Pratica della telegrafata o accelerata di scarico, qualora gli pneumatici pur muniti di tasselli molto marcati siano completamente ricoperti di fango e quindi risultino lisci e perdano aderenza è possibile accelerare in modo da fargli prendere velocità e permettere alla forza centrifuga di liberare le ruote e tasselli dal fango, dato che generalmente i tasselli si riempiono abbastanza frequentemente, tali accelerazioni andranno ripetute a cadenza.
  • Ridotte non tutti i terreni e situazioni richiedono o permettono luso delle ridotte.
  • Pressione pneumatici, per alcuni terreni sarà necessario ridurre la pressione delle gomme per incrementare limpronta a terra
  • Doppio pedale tecnica avanzata per uso su discese ripide da prima ridotta, dove per non perdere direzionalità a causa di un blocco ruota è necessario accelerare per ri-acquisire lallineamento ed il controllo direzionale e al contempo frenare per aumentare leffetto del freno motore.
  • Pratica dellabbrivio o rincorsa, per alcune salite a bassa aderenza è preferibile acquisire velocità per superare la salita, in modo da favorirsi dellinerzia della forza cinetica acquisita.
  • Pratica della remata, in condizione di mancata trazione sulle 4 ruote è possibile ruotare alternativamente e ripetutamente il volante, conferendo al mezzo un movimento dondolante, che permette di sondare maggior terreno alle ruote e permetta di avanzare più facilmente.
  • Possibilità di cambiare marcia non tutti i terreni permettono il cambio marcia in corsa, in quanto non si avrebbe poi un livello sufficiente di aderenza per continuare il tratto di percorso