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ⓘ Crosta continentale




Crosta continentale
                                     

ⓘ Crosta continentale

La crosta continentale è la parte di crosta terrestre posta al di sotto delle aree continentali e di alcune aree, limitate e poco profonde, coperte da acque. La crosta continentale si differenzia, sia per proprietà fisiche che per composizione chimica, dalla crosta oceanica e dal sottostante mantello, dal quale è limitata inferiormente dalla discontinuità di Mohorovičić.

                                     

1. Proprietà fisiche

La crosta continentale copre circa il 40% della superficie terrestre; ha una massa pari a circa il 3 per mille della massa della Terra e uno spessore medio di 35 km con variazioni da 20 km nelle aree della piattaforma continentale poste sotto del livello del mare a 70 km al di sotto delle principali catene montuose.

Per quanto riguarda la densità, la crosta terrestre è uno strato più leggero di quelli sottostanti e, nelle zone continentali, ha una composizione generalmente simile al granito. La densità media aumenta con la profondità: è pari a 2.6 kg/dm³ nelle rocce superficiali, 2.8 kg/dm³ nei basamenti sottostanti ai continenti, raggiungendo 3.3 kg/dm³, i massimi valori registrati nelle rocce conosciute.

                                     

2. Composizione

Mentre nella crosta oceanica predominano i basalti, la composizione prevalente della crosta continentale è data dalle rocce sedimentarie e magmatiche che formano la parte superiore della crosta continentale di tipo granitoide graniti, granodioriti e tonaliti o metamorfiche gneiss, mentre nelle parti più profonde è possibile la presenza di eclogiti. In molte aree la copertura sedimentaria è presente con spessori che possono giungere a qualche chilometro. La grande varietà di associazioni di rocce si manifesta con una caratteristica eterogeneità della crosta continentale, che contrasta con la relativa omogeneità della crosta oceanica.

La crosta continentale si differenzia in due distinte porzioni: la crosta superiore e la crosta inferiore. La prima, caratterizzata da uno spessore di circa 20-25 km è costituita da rocce complessivamente meno dense, e comprende la soprastante copertura sedimentaria. La crosta continentale più profonda, invece, è costituita da rocce ignee e metamorfiche. La transizione da crosta superiore a crosta inferiore può essere netta, in presenza della discontinuità di Conrad, oppure graduale, nelle zone in cui il limite tra le due non appare ben definito.

La discontinuità di Conrad viene definita di "seconda specie" in quanto non sempre, come detto, costituisce un chiaro confine tra crosta superiore ed inferiore, a differenza - ad esempio - delle discontinuità Moho, Gutenberg e Lehman, che vengono dette di prima specie in quanto sempre individuabili al passaggio crosta/mantello, mantello/nucleo esterno, nucleo interno/nucleo esterno.

Le aree continentali sono costituite da grandi blocchi detti cratoni dal greco κράτος = forza a causa della loro stabilità. I sedimenti che ricoprono le aree continentali sono generalmente rocce originate da mari poco profondi. I cratoni occupano la maggior parte delle aree continentali, estendendosi per il 24% dellintera superficie terrestre. Vi possiamo distinguere:

  • gli scudi continentali o cratoni: sono le aree più antiche della Terra, avendo una età da 3.8 miliardi di anni a 700 milioni di anni. Nel corso del tempo lerosione le ha trasformate in grandi pianure, talora incurvate a foggia di uno scudo da difesa, da cui il nome. Costituiscono il 6% dellintera superficie terrestre.
  • le piattaforme od orogeni: aree sedimentarie corrispondenti a zone depresse o a conche antichissime, piatte o lievemente inclinate, sovrapposte agli scudi continentali. Costituiscono il 18% dellintera superficie terrestre.
                                     

3. Età

Generalmente si ritiene che le parti più antiche dei continenti abbiano circa 3.8 miliardi di anni. La datazione di un cristallo di zircone, rinvenuto nella regione delle Jack Hills in Australia occidentale, a 4.4 miliardi di anni sembra invece dimostrare che la crosta terrestre abbia iniziato a formarsi, senza ulteriori rimescolamenti dei silicati, dopo circa 160 milioni di anni dalla formazione della Terra e circa 100 milioni dallimpatto subito con un pianeta delle dimensioni di Marte, evento che comportò la formazione della Luna e il rimescolamento del magma costituente la Terra.

La crosta continentale resiste notevolmente ai processi che distruggono la crosta oceanica. Per questi motivi la crosta continentale conserva una registrazione dei processi evolutivi e dinamici che sono stati attivi per l85% della storia della Terra, la cui età si stima in circa 4.6 miliardi di anni, anche se levoluzione non si è mantenuta costante nel tempo e non ha conservate le stesse caratteristiche. Ad esempio, in un periodo stimato intorno ai 2.5 miliardi di anni fa, i geologi hanno rilevato un brusco cambiamento, in quanto la composizione della crosta in unepoca precedente a questa soglia è costituita da elementi meno evoluti basalto e graniti a prevalenza di sodio, mentre nel periodo successivo alla soglia hanno preso il sopravvento i graniti a prevalenza di potassio. Questo radicale mutamento si può addebitare agli stravolgimenti causati dalla tettonica a zolle, che hanno portato allemersione di vaste parti della crosta continentale si stima almeno il 50 per cento, mentre da allora linnalzamento sia dei bacini sia della base continentale è rimasta, a grandi linee, stabile.

I cicli della tettonica orchestrano levoluzione della crosta: nel periodo in cui un grande continente, come Pangea, si frammenta, è possibile che si plasmi una nuova crosta continentale mentre una parte di quella oceanica, per "anzianità" va in subduzione; viceversa, quando i continenti tendono a riavvicinarsi e a riunificarsi si forma nuova crosta, grazie alle rocce delle catene di vulcani che si accumulano ai confini dei continenti.